Studecarüje

Studecarüje s.f. = Stupidaggine

In italiano esistono molti sinonimi: stupidità,sciocchezza, scempiaggine, stoltezza, imbecillità, imbecillaggine, bestialità, idiozia, baggianata, balordaggine, fesseria, incapacità, ottusità.

In dialetto uno solo ciucciarüje = asinata.

Non mi voglio dilungare troppo, perché conto sulla vostra intelligenza per bilanciare tante studecarüje che si trovano in giro ogni giorno.

Acchessüne-accuddéne

Acchessüne-accuddéne loc.id. = Disse questo e quello, così e cosà, bla bla,

Si usa questa locuzione quando si vuol riferire ad un interlocutore ciò che ha detto una terzo personaggio, presumendo che quello già conosca l’argomento esposto da questi, senza riferire propriamente le parole pronunciate.

Mamma mia, che spiegazione contorta! Mi avranno capito i miei lettori?

L’esempio, spero chiarirà tutto.

Jì venüte Giuànne, acchessüne-accuddéne, ce volöve cunvìnge = È arrivato Giovanni, e bla bla bla pretendeva di convincerci.

Mattöje, acchessüne-accuddéne, nen putöve venì, nen tenöve a màchene… = Matteo, così, colà, non poteva venire, non aveva la macchina…

Questo Matteo non aveva voglia di partecipare ed ha trovato mille scuse per non venire. Lo avevano capito tutti!

Jì venüte Sepònde e, acchessüne-accuddéne, m’ò ditte tutte cose = È venuta Sipontina e, bla bla bla, mi ha raccontato tutto.

Carrùzze

Carrùzze s.m. = Carrettino, motocarro

Fino al 1947 si intendeva un carrettino a mano a due ruote per trasportare oggetti. Poi il sig.Piaggio a Pontedera inventò la Vespa e quindi venne il motocarro a tre ruote.

Immediatamente il termine carrùzze è passato a designare questo veicolo. utilissimo per i venditori ambulanti o per eseguire spostamenti di merci in ambito cittadino. I carrettini a mano sono spariti con la successiva motorizzazione di massa.

Ape, Apecar, e altri, con sponde ribaltabili o a centine. Si vedono tuttora in giro carrùzze di tutti i tipi.

Quando ero ragazzo, ricordo che era il chitarrista Antonio De Salvia Ndiscià col suo storico carrùzze a trasportare gli strumenti ingombranti (contrabbasso, batteria, fisarmonica, chitarra, amplificatore e altoparlanti) al locale dov’era programmata la serata, magari anche con un passeggero a fianco a lui guidatore.

Mi pare irriverente paragonare il nostro carrùzze al Carroccio della storica Lega Lombarda del 1161 contro Federico I “Barbarossa” (avo di Manfredi Hohenstaufen), né al politico appellativo del Partito del sig. Bossi.

Sarebbe come fare un raffronto tra una Ferrari e un ciclomotore.

A mègghje a mègghje

A mègghje a mègghje loc.id. = Pienamente, intensamente, a tutto spiano.

La locuzione vuol evidenziare il carattere di continuità di un’azione, di una circostanza, anche se ci si sarebbe aspettato un andamento diverso.

Ammìzz’a chjazze stèvene sunànne a mègghje a mègghje = In piazza stavano facendo musica (nonostante l’ora tarda).

Nüje stèmme pronde e jèsse durmöve a mègghje a mègghje = Noi eravamo pronti e lei dormiva profondamente (senza ricordarsi dell’appuntamento dato).

Stànne mègghje a mègghje söpe ‘a spiagge = Ci sono moltissimi bagnanti in spiaggia (nonostante il tempo incerto)

Mullètte

Mullètte s.f. = Molletta

In termine italiano indica “pinze di piccole dimensioni per afferrare pezzetti di ghiaccio, zollette di zucchero; in partic. molle da focolare” (Sabatini-Coletti).

In dialetto mullètte indica due cse: quella per per afferrare tizzoni di carbone acceso, ma sopratutto la pinzette da bucato.

Angiolètte uà spànne i panne: ce vònne i mullètte = Angela deve stendere la biancheria lavata: occorrono le pinzette da bucato.