Ciammaruchèlle

Ciammaruchèlle = Chiocciole giovani.

Si tratta di giovani chiocciole, generalmente biancastre, che si trovano a migliaia lungo le strade di campagna a fine estate.

Vengono chiamate Ciammaruchèlle, per distinguerle, data la minore dimensione, dalle ciammarüche adulte).

Generalmente si lessano e si condiscono con aceto e foglie di menta piperita fresca (‘a mènte ‘i ciammaruuchèlle) in una specie di fresca insalata estiva..

Cùzze

Cùzze s.m. = Occipite, collottola

Vale qui quanto già detto per cuzzètte, di cui praticamente è un diminutivo.

Lo vedo collocato sia come parte posteriore di un arnese, per esempio dell’accètta, usata talvolta come improvvisato martello e sia per significare una grossa nuca di adulto.

Così forse è meglio spiegato anche il soprannome Rangecùzze.

Tùcche

Tùcche s.m. = Conta

Conteggio, conta. Particolarmente è quella che, nei giochi infantili, si fa per stabilire a chi tocchi un dato ruolo, chi debba fare una data cosa, che viene prescelto dalla sorte.

I partecipanti al gioco si dispongono in cerchio e al grido: da mè,…oh! tutti presentano una mano con il numero di dita distese, da uno a cinque. Una volta sommate le dita presentate all’oh!, si comincia a contare a partire da quel (o anche da un altro bimbo: da Giuànne, oh!), un numero per ciascuno, 1, 2, 3, 4, ecc.., secondo la disposizione del cerchio, fino al raggiungimento del numero delle dita sommate.

Si dice mené o vutté ‘u tùcche = fare la conta, tirare a sorte.

A volte si usa cantilenare una filastrocca, come già chiarito alla voce chetògne, oppure alla làmbe. Come l’italiano A-nghi-ngò, tre civette sul comò, ecc..

Jì córte e nen arrüve, jì lunghe e trapàsse

È corto e non ci arriva, è lungo e oltrepassa.

Originariamente voleva essere il rammarico di chi non ha gli attrezzi adatti a compiere un certo lavoro.

Poi il Detto assunse un significato canzonatorio rivolto verso qlcu che non è mai soddisfatto del tuo comportamento.
Questo no, quest’altro no. Ma insomma!

Cantava Antoine negli anni ’60: “Se lavori e ti tirano le pietre, non fai niente e ti tirano le pietre, qualunque cosa fai, tu sempre pietre in faccia prenderai”

Mio padre riferiva un’ipotetica conta (‘u tùcche): vòtte düje e vìnge tó, vòtte trè e vìnge sèmbe tó! = Butto due e vinci tu, tiro tre e vinci sempre tu….

Cerése

Cerése s.f. = Ciliegia

Frutto del ciliegio (Prunus Cerasus), costituito da una drupa polposa e succosa di colore rosso più o meno intenso.
Gradevolissimo per il suo gusto leggermente acidulo.
La qualità di Ciliegia Ferrovia è molto apprezzata in Puglia.

In tutti i dialetti del Sud Italia è chiamata cerasa o cirasa. Nei Paesi di lingua neo latina il nome si richiama a quello scientifico di Linneo. L’etimologia del termine è greca (κέρασος) passato al latino. Per curiosità ho l’elenco del nome nelle varie lingue moderne:
cereza spagnolo
cerise francese
cireaşă romeno
cereja portoghese

I chjàcchjere so’ cüme ‘i cerése: jüne türa l’ate = Le chiacchiere sono come le ciliege, una tira l’altra.