Ardüche s.f. = Ortica

Pianta erbacea perenne della famiglia delle Urticaceæ (Urtica dioica). Diffusa nei luoghi incolti e disabitati; è usata per scopo terapeutico e anche nell’alimentazione umana. Foglie e fusti sono ricoperti da tricomi (peli) contenenti una sostanza urticante. Quando si sfiora la pianta, l’apice dei peli si rompe e ne fuoriesce un liquido irritante formato principalmente da acetilcolina, istamina, serotonina e probabilmente acido formico.
Come dice il nome stesso, l’Urtica dioica è una pianta dioica, vale a dire che ci sono piante che portano solo fiori femminili ♀ e piante che portano solo fiori maschili ♂. Esiste anche la Urtica urens, o monoica, ossia con entrambi i fiori, ♂ e ♀ presenti sulla stessa pianta.
Per scopo terapeutico è conosciuta dall’antichità perché l’infuso di foglie ha azione antinfiammatoria e astringente intestinale, antidiarroica, emostatica e cicatrizzante, diuretica, declorurante e antiurica, depurativa, stimolante del metabolismo ed ematopoietica. Insomma un regalo della natura. E pensare che noi la riteniamo solo un’erba infestante.
Al Nord d’Italia la preparano bollita per farne frittelle o tagliatelle verdi. Io credo che, dal punto di vista alimentare, vada bene per il pastone da dare agli animali da latte perché rendono le bestie più resistenti alle malattie e aumenti la loro produzione di latte. Non è nella nostra cultura la minestra di ortica!
Sicome questo post non è un trattato scientifico ma solo una raccolta linguistica, ritengo di essermi dilungato fin troppo su questo argomento. Se volete approfondire la conoscenza dell’ortica, cliccate qui.
Grazie a Enzo Renato per il suo suggerimento: infatti Enzo ci ricorda che esiste anche il sinonimo ‘ndrüche per designare l’ortica.