I cafüne : mànghe li chéne: attörne a lu fùche ce vènnene püre i carne d’i megghjöre

I cafoni, nemmeno i cani sono terribili: attorno al fuoco sono capaci di fare maldicenza anche delle proprie mogli. Ovviamente dopo aver dato fondo al boccale del vino.

Questo detto (grazie a Enzo Renato per averlo proposto) rispecchia ciò che si è senmpre pensato dei cafoni, lavoratori della terra, ex servi della gleba di feudale memoria.

Megghjèreme nen lu völe e jü me l’attònne

Mia moglie non lo vuole e io me lo mangio.

Premetto che le donne sono spesso in dieta, e sanno resistere alle tentazioni della gola (ciangularüje = golosità) meglio degli uomini.

Quando capita di trovarsi in un salotto e vengono offerti dolcetti, la donzella si schernisce e declina l’invito con una scusa qualunque. Il marito invece non fa complimenti, prende il suo dolcetto, e poi un altro, dicendo per celia: poiché mia moglie non vuole questo pasticino, in vece sua me lo trangugio io!

Ora entra in ballo quel verbo attunné (jü me l’attònne= io me lo arrotondo). Alla lettera significa rendere qlco di forma rotondeggiante.

Qui in senso è traslato (jü me l’attònne= io me lo arrotondo). Come per dire si arrotola o si appallottola qlco in modo che entri in bocca facilmente.

Ringrazio l’assiduo lettore Enzo Renato per l’imbeccata.

Màule

Màule s.f. = Malva


La Malva (Malva sylvestris) è una pianta erbacea annua del genere Malva, spontanea nei Paesi Mediterranei.

Ho sentito pronunciare anche Màlevee Màlve. Di solito si usa dire ‘i fjüre di Màule = I fiori di Malva.

Il nome Malva deriva dal latino malva ed ha il significato di molle, cioè capace di ammorbidire. Esso è utilizzato come emolliente, grazie alle mucillagini presenti nelle foglie, in grado di assorbire molecole di acqua. La malva può essere assunta sotto forma di tisana per idratare e ammorbidire l’intestino.

Assieme ai fiori di camomilla è usato nei casi di costipazione, perché agisce come un forte fluidificante per le vie respiratorie, come il Fluimucil.

Ammurechéte

Ammurechéte agg. = Rauco, roco, afono

Colpito da raucedine. Che ha subito un abbassamento di voce. Di tono basso e insieme sordo o aspro.

Con la stagione fredda e umida, o dopo un prolungato sforzo, le corde vocali sono collassate.

Un rimedio naturale efficace: silenzio, bevande calde e gocce di propoli.

Sté ammurechéte = Essere colpito da raucedine. Per rapidità si pronuncia anche sté ‘mmurechéte

Deriva dal verbo Ammurecàrece = Diventare rauco o afono.

Volendo, si individua ‘roco’ in ammu-reché-te

Ardüche

Ardüche s.f. = Ortica


Pianta erbacea perenne della famiglia delle Urticaceæ (Urtica dioica). Diffusa nei luoghi incolti e disabitati; è usata per scopo terapeutico e anche nell’alimentazione umana. Foglie e fusti sono ricoperti da tricomi (peli) contenenti una sostanza urticante. Quando si sfiora la pianta, l’apice dei peli si rompe e ne fuoriesce un liquido irritante formato principalmente da acetilcolina, istamina, serotonina e probabilmente acido formico.

Come dice il nome stesso, l’Urtica dioica è una pianta dioica, vale a dire che ci sono piante che portano solo fiori femminili ♀ e piante che portano solo fiori maschili ♂. Esiste anche la Urtica urens, o monoica, ossia con entrambi i fiori, ♂ e ♀ presenti sulla stessa pianta.

Per scopo terapeutico è conosciuta dall’antichità perché l’infuso di foglie ha azione antinfiammatoria e astringente intestinale, antidiarroica, emostatica e cicatrizzante, diuretica, declorurante e antiurica, depurativa, stimolante del metabolismo ed ematopoietica. Insomma un regalo della natura. E pensare che noi la riteniamo solo un’erba infestante.

Al Nord d’Italia la preparano bollita per farne frittelle o tagliatelle verdi. Io credo che, dal punto di vista alimentare, vada bene per il pastone da dare agli animali da latte perché rendono le bestie più resistenti alle malattie e aumenti la loro produzione di latte. Non è nella nostra cultura la minestra di ortica!

Sicome questo post non è un trattato scientifico ma solo una raccolta linguistica, ritengo di essermi dilungato fin troppo su questo argomento. Se volete approfondire la conoscenza dell’ortica, cliccate qui.

Grazie a Enzo Renato per il suo suggerimento: infatti Enzo ci ricorda che esiste anche il sinonimo ‘ndrüche per designare l’ortica.