Sgrìbbje

Sgrìbbje agg = Sgraziato, malvagio, falso

L’aggettivo ha sempre e comunque una valenza negativa.

Vattìnne da quà, ‘sta sgrìbbje!= Vattene via, brutta racchia.

L’aggettivo è invariabile al singolare, al plurale, al maschile e al femminile.

Se proprio si vuol specificare il genere maschile, si dice sgrebbjöne = bruttone.

Secondo me sgrìbbje per la forte assonanza, derivi da “scriba”. Ritengo che il popolino durante le Funzioni religiose, sentendo che nel Vangelo Gesù definiva i farisei e gli scribi come falsi e ipocriti, ha facilmente collegato “scriba” a qualcosa di estremamente negativo, anche se non comprendeva esattamente chi fossero gli scribi e i farisei.

Come sempre, io esprimo opinioni personali, opinioni di per sé opinabili.

Škatté ‘u föle

Škatté ‘u föle loc.id. = Far crepare d’invidia qualcuno.

Locuzione molto pittoresca rivolta col pensiero agli invidiosi.

Gli invidiosi si rodono e soffrono di un sentimento astioso verso gli altri nel benessere, verso ciò che reputano il loro pregio o le loro fortune.

Questo sentimento, viene percepito dalla persona invidiata come influsso demolitore. Ecco che, quale “contromisura”, l’invidiato esegue una serie di scongiuri (palesi o anche occulti), come il “toccamento” di cornetti rossi o di una parte di se stesso che non sto a nominare, la mostra del pugno con l’indice e il mignolo sollevati, ecc.).

Te jà škatté ‘u föle! = ti devo crepare la bile (perche ti roderai inutilmente a causa dell’invidia, perché tu sei impotente contro la mia fortuna, il mio benessere, la mia bellezza, ecc.).

Significa in pratica, in casi meno gravi, comportansi con assoluta indolenza.

Materialmente škatté ‘u föle è un infortunio che capita a coloro che puliscono le seppie e accidentalmente rompono la vescichetta dell’inchiostro.

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