Chjöve

Chjöve v.i. = Piovere

Verbo impersonale, difettivo.

Si usa solo alla 3a persona sing.

Chiove = piove (adesso)
sté chjuènne = sta piovendo
ce vöne a chjöve = sta per piovere
uà chjöve = deve piovere = pioverà
chjuarrà = pioverà
avrüja chjöve = dovrebbe piovere, ci vorrebbe la pioggia, ci auguriamo che piova.
chjuèsse ammachére = magari piovesse
avèssa chjöve = potrebbe piovere, premunitevi, non uscite senza ombrelli.
ò chjùvete = è piovuto.

Il participio passato dei tempi composti, piovuto, è chjùvete accentando la ù. I ragazzi di oggi dicono chjuvüte, facendo ventire appena appena la v, come se pronunciassero chjuwüte.

Così come dicono ‘na bevüte de vüne = una bevuta di vino. Sarebbe più corretto dire ‘na vèvete de vüne

A proposito di ‘piove’, mi ricordo una specie di filastrocca: Chjöva-chjöve…. Guarda su före

Nduletté

Nduletté v.t. = Agghindare

Deriva da tolètte. Quindi significa agghindare, vestire qlcu in maniera ricercata, elegante.

Nella forma riflessiva ndulettàrece= agghindarsi, corrisponde alla locuzione fé tolètte.

Uhé Giuà, à fàtte tolètte stasöre! Assemìgghje a ‘nu gagarjille = Ehi, Giovanni, ti sei messo in ghingheri stasera! Sembri un damerino.

Quando qlcn indossava l’abito della domenica (giacca e camicia bianca e cravatta obbligatori) veniva notato immediatamente, sia dagli amici, sia dalle donzelle. In effetti l’abito di tutti i giorni indossato dopo aver smesso quello da lavoro era molto più modesto.

Ora i ragazzi vanno vestiti sempre uguali: jeans e maglietta, o felpa, o giubbotto nero., di festa e nei giorni feriali.

Tolètte

Tolètte s.f. = Toeletta

In francese toilette significa locale adibito a bagno, w.c.

In inglese il termine toilet ha molte sfaccettature: oltre che gabinetto, latrina, ritirata, significa anche toelettatura (specificamente per cani) abbigliamento, pulizia.

Da noi, quando si usava questo termine, si adoperava la locuzione fé tolètte = abbigliarsi con eleganza, dopo accurata pulizia personale, rasatura, e shampo compresi.

Vedere anche ‘nduletté / ‘ndulettàrece = agghindare/agghindarsi, con ricercatezza ed eleganza.

Ndufé

Ndufé v.t. = Ammassare, costipare

Deriva da tüfe = tufo, come se si dicesse “intufato” [ovviamente non contemplato da nessun vocabolario della lingua italiana], nel senso diventare duro e compatto come il tufo.

Ndufé: compattare un terreno; schiacciare terriccio o pietre, ma specialmente la tufina (= frasciünepolvere di tufo) in modo che diventi una massa dura e uniformemente pressata. Insomma il famoso Macadam ottenuto con il rullo compressore (Wikipedia: Il Macadam è un tipo di pavimentazione stradale costituita da pietrisco e materiale collante compresso).

Nella forma riflessiva ‘ndufàrece significa: diventare stitico. Infatti colui che mangia e non si libera adeguatamente, si sente l’intestino gonfio come se si fossero ammassati tutti i detriti che non trovano una via d’uscita.

Si usa ‘ndufé e ‘ndufàrece anche nel senso di impietrire e rimanere di sasso, rumanì ndumméte, ndummàrece.

Quartüne

Quartüne s.m. = Appartamento

Abitazione autonoma facente parte dello stesso edificio in cui sono collocati altri appartamenti simili. Ossia una parte di tutto.

Abbiamo già visto che nel nostro dialetto quarte tra i vari significati, come sostantivo designa anche la “parte”.

Negli anni ’60 ‘u quartüne è diventato con termine simil-italiano l’appartamènde perdendo la sua antica denominazione, ricordata ora solo dalle persone più anziane.

Giuànne töne düje quartüne = Giovanni possiede due appartamenti

Se vogliamo, il sostantivo italiano “quartiere” significa una delle parti un cui era suddivisa la città.