Vìnghje

Vìnghje s.m. = Virgulto, vimine

Si può chiamare anche ‘u vìgne e ‘u vignetjille, o vìnghjetjille.

Ramoscello flessibile, di ulivo defogliato o di salice. Opportunamente intrecciato dà forma a panieri, canestri, rivestimenti di damigiana. All’occorrenza, anche per dare una scudisciata nelle gambe del cane per scacciarlo, o dell’asino per incitarlo, certi di non arrecare troppo dolore nelle bestie.

Purté ‘a paröle

Purté ‘a paröle loc. id. = Fidarzarsi ufficialmente

Sono cose d’altri tempi. I genitori dello sposo si recavano in casa della futura sposa per la prima volta per conoscere i suoi familiari e magari stabilire le condizioni reciproche di dotazione.

Per prima entravano nella casa della sposa i futuri suoceri. Parlottavano un po’ con i consuoceri, e se tutto filava come ci si aspettava, il papà della fanciulla le diceva che il ragazzo poteva entrare, perche veniva “accolto” nella nuova famiglia.
Subito la donzella si affacciava all’uscio e invitava ad entrare il giovanotto emozionato in trepidante attesa sulla strada.

Rosolio e pizzarelle. Poi veniva consegnato dalla suocera un anellino e una collanina alla futura sposa.

A volte c’era una persona che aveva fatto da tramite. Costei o costui recitava quasi come una poesia di presentazione:

“Cóste jì ‘u giòvene, quèsta jì ‘a giòvene!
U giòvene jì fatiatöre e sesteméte de chése.
A giòvene jè ‘ndre chése, aggarbéte, e setuéte!
A paröla möje ‘ndèrre nen m’jì cadüte”.

Ossia: questo è lo sposo e questa è la sposa. Il ragazzo è lavoratore e possessore (addirittura di una) casa. La ragazza è casalinga, garbata, laboriosa e ben sistemata (economicamente). La mia parola non è mendace (Mado’ che parola!) ossia non dico falsità.

C’erano addirittura i ringraziamenti dei quattro consuoceri per aver fatto combinare questo matrimonio tra i loro figli:

Cumbé/cummé, n’dabbaste a rengrazzjé! = Compare/comare, le parole non sono sufficienti per esprimerti i nostri ringraziamenti.

Io intanto ringrazio Enzo Renato per il suggerimento.

Ruffiéne

Ruffiéne s.inv. = informatore

Il vocabolo italiano simile, ruffiano, vuol dire adulatore, leccapiedi, lusingatore. Anche mezzano, ossia colui che procura o agevola, per denaro o altro, incontri amorosi.

In dialetto è sempre molto spregiativo ed ha un altro significato, cioè: spia, delatore, nel senso che racconta agli altri ciò che nelle intenzioni del confidente avrebbe dovuto rimanere un segreto.

Fé ‘u ruffiéne = comportarsi da spia, che carpisce notizie spiacevoli sul conto di una persona per spiattellarli a tutti, per gusto personale o per tornaconto.

I termini da rutjille http://www.parlamanfredoniano.com/c/ciandelle/ e furbeciöne nel senso di pettegola/o non rendono bene l’idea perché meno gravi rispetto a ruffiéne.

Jurgéte

Jurgéte agg. = Sazio satollo, soddisfatto

Una volta, quando i lavori di aratura non erano meccanizzati, si adoperava il cavallo attaccato all’aratro.

Poiché il lavoro durava tutta la giornata, la povera bestia si sfiaccava. Allora per ottenerne la prestazione di un certo livello, l’aratore alla solita paglia aggiungeva anche alcune “misure” di orzo.

Quindi da questo orzo = l’ùrge è derivata l’aggettivo jurgéte, come se in italiano si dicesse “orzato”, ossia arricchito di orzo.

Figuratamente, riferito a persone jurgéte, si intende dire che costoro hanno materialmente mangiato a sazietà, oppure che hanno ricevuto bustarelle secondo il diffuso malvezzo italiano, e perciò si aspetta di ottererne i favori e le raccomandazioni.

Ringrazio il lettore Enzo Renato, mio prezioso ed inesauribile suggeritore, per i suoi innumerevoli interventi su FB.

U ljitte, accüme lu fé, acchessì te lu trùve

Il letto, come lo rifai, così te lo ritrovi.

In italiano suona un po’ più solenne: Ognuno è artefice del proprio destino.

Il dialetto, terra terra, forse è più efficace perché usa un linguaggio comprensibile anche dagli adolescenti cui è rivolto questo detto. Infatti usa un termine domestico, come il letto, e non uno astratto come “destino”.

Molte volte quando i giovinotti vogliono agire di testa loro, facendo delle scelte avventate, eludendo i consigli dei genitori, meritano di sentirsi ripetere il Proverbio in questione.

Grazie al lettore Enzo Renato per i suoi numerosi suggerimenti.

Enzo, per favore, una voce alla volta, non mi inondare di proposte, altrimenti rischio di saltarne qualcuna. Grazie, sei bravissimo. Ti vorrei al mio fianco!