Fé japrì ‘u stòmeche

Fé japrì ‘u stòmeche loc.id. = Far venire l’acquolina in bocca

Offrire leccornie stuzzicanti agli inappetenti per invogliarli a mangiare. Desiderare qlc cibo succulento, squisito.

Sjinde l’addöre d’i chjapparüne: te fé japrì ‘u stomeche = Senti profumo dei capperi: ti fa venire l’acquolina in bocca.

Quànne vöte i sìcce a rjanéte ce jépre ‘u stòmeche! Avaste şkìtte pe l’addöre = Quando vedo le seppie (ripiene) mi viene l’acquolina in bocca. Basta il solo profumo.

L’apertura dello stomaco, lungi da ogni pratica chirurgica, sia uno spazio che si crea spontanemante all’interno di esso al solo pensiero di potervi alloggiare qualcosa di squisito.

Scazzeché

Scazzeché v.t. = Stuzzicare

Specificamente si riferisce all’appetito.

Scazzeché ‘appetüte = stuzzicare l’appetito.

Oh, màngete ‘nu scavetatjille ca fé scazzeché l’appetüte = Ehi, mangia uno scaldatello per stuzzicare l’appetito.

Calascìnne

Calascìnne s.m. = Saliscendi

Sbarretta di ferro per chiudere porte e altri infissi, che si inserisce, mediante la rotazione della maniglia, nelle apposite feritoie o in apposite staffe. Si tratta di un termine tecnico, come zeremìnghe.

Credo che il termine derivi da calé e scènne = calare e scendere, e si dovrebbe pronunciare chéle-e-scìnne. Io l’ho sentito da un falegname detta nel modo con cui l’ho riportato.

È chiamato generalmente anche ‘u ferrètte, almeno quello più semplice, con pomello, che si aziona a mano, senza maniglia, facendo scorrere l’asta, sia quella verso l’alto, sia quella verso il basso.

Càzze a ljitte e ciànne spjirte

Mentre l’uomo è in casa, la donna è fuori.

La traduzione letterale (scusate la volgarità, ma il detto è questo…): il cazzo (nel senso di lui) sta a letto e la vulva (nel senso di lei) è indaffarata fuori casa.

Si cita scherzosamente questo detto allorquando, entrando in casa di amici per un saluto, invece di trovarvi la coppia, ci si imbatte nel capo famiglia solo in casa, perché la consorte è uscita per sbrigare faccende, magari anche impegnative, incombenze che più opportunamente avrebbe dovuto svolgere lui.

E che facjüme quà, cazze a ljitte e ciànne spjirte? = E che facciamo qui, lui dentro e lei fuori?

Nessuno si offende e si finisce con una bella risata.

Ogne cuccuésce jì bèlle p’a mamme.

-Ogne cuccuésce jì bèlle p’a mamme = ciascuna civetta è bella per sua madre (nonostante la sua bruttezza).

È la variante manfredoniana del notissimo detto napoletano: ogne scarrafone è bella a mamma soja = ogni scarafaggio è bello a(gli occhi di) mamma sua.