Sanda Chiére, döpe arrubéte hanne mìsse ‘i porte de fjirre

(Al convento di) Santa Chiara, dopo che fu depredato dai ladri, le (monache) posero le porte di ferro.

È chiaro che gli interventi tardivi, quando il danno è ormai giù stato fatto, sono del tutto inutili. Prevenzione occorre, prevenzione!

Un memorabile furto al convento di Santa Chiara (il celebre Munastero ‘e Santa Chiara di Napoli) destò un enorme scalpore, in tutto il Sud Italia. Difatti questo stesso proverbio, di origine napoletana, è conosciuto oltre che in Campania, anche da noi, in Basilicata, in Calabria, constatato personalmente, e forse anche in Sicilia.

Ciambéte

Ciambéte s.f. = Manciata

Quello che può essere contenuto in una mano sola. Quello che si raccoglie a mani unite dicesi pjöne.

Istruzioni per preparare le acciughe salate. Mjine ‘na ciambéte de séle e jüne d’alüce, jüne de séle e jüne d’alüce = Metti una manciata di sale e una di alici, alternando gli strati.

Ovviamente ciambéte se inteso in senso figurato significa “inezia, poca roba”.

Jì rumàste pe ‘na ciambéte de pedócchje = È rimasto con un pugno di pidocchi, ossia ha avuto un rovescio di fortuna ed è rimasto a mani vuote.

Pjöne

Pjöne s.m. = Manciata

Veramente in italiano “manciata” significa: quantità di cose che possono essere contenute in una sola mano (in dialetto ‘na ciambéte).

Invece pjöne è quello che si riesce a raccogliere con due mani unite a coppetta, con le palme rivolte in su, facendo combaciare la destra e la sinistra per la parte dei due mignoli.

Si raccolgono così, per farne modesti spostamenti, particelle di sostanze varie (riso, briciole, sabbia, e anche liquidi). Tipico è l’uso che se ne fa per lavarsi il viso, usando le due mani per raccogliere l’acqua corrente.

Probabilmente esiste anche in italiano un termine specifico. Chiedo aiuto agli esperti per l’aggiornamento di questo articolo.

Il lettore Sator (vedi i commenti) dice che il termine italiano corrispondente a pjöne è giumella. Grazie.