Sgregné

Sgregné v.t. = Digrignare

Accettata anche la versione sgrigné.

Far stridere i denti o fare certe smorfie quando, ad es, si addenta un’arancia agra, e si stingono le labbra, si aggrotta la fronte e si compiono altri movimenti mimici semi involontari.

Pecché quanne durmi te mìtte a sgregné i djinte? = Perché quando dormi ti metti a digrignare i denti?

Com’ì ca sgrìgne? = Perché disgrigni denti?

Mangiatòrje

Mangiatòrje s.m. = Cibo

Generalmente con il termine mangiatòrje si intende una gran quantità di cibo disponibile in occasione di un banchetto, di una festa, un rinfresco nuziale.

Au spusalizzje ce stöve ‘nu sorte de mangiatorje = Alle festa di nozze c’era una gran quantità di vivande.

‘Stu càzze penze sèmbe au mangiatòrje = Questo simpaticone pensa sempre al mangiare.

Scherzosamente mia suocera diceva tappelatòrje. Il mangiare tappa lo stomaco?

Da non confondere con ‘a mangiatöre = la mangiatoia

Ndröje

Ndröje n.p. = Andrea

Il nome greco originario Andréas rappresenta la forma abbreviata di nomi greci composti con anér-andròs, che significa “uomo, individuo di sesso maschile, guerriero”, oppure un derivato di andréia “forza, coraggio virile”.

L’onomastico ricorre il 30 novembre in ricordo di Andrea pescatore, fratello di Pietro, fra i primi discepoli di Gesù.

Esiste in dialetto anche il diminutivo Ndrejüne = Andreino, un po’ articolato nella pronuncia, ma usato fino a pochi decenni fa, Ora il bimbo è chiamato Andrea, tel-quel come l’italiano.

Con questo nome mi viene a mente subito il famoso Ndröje ‘u nolègge. Costui aveva un’officina per la riparazione e il noleggio delle biciclette in Corso Roma.

Noi ragazzini, che non possedevamo la bicicletta, per fare delle passeggiate prendevamo tre o quattro biciclette a noleggio (ricordo a 20 lire all’ora…), attenti a non sgarrare l’ora del rientro.

A Mecöle

Mecöle, Mecöle,Mecöle,
töne la jàtte per megghjöre
töne lu sòrge pe jarzöne
e Mecöle ‘u cacazzöne!

Michele, Michele, Michele, ha la gatta per moglie, ha il topo per garzone.e Michele è un fifone.

Per sfottere maggiormente il Michele preso di mira, specie se si sa che costui ha origini montanare, si pronuncia un po’ storpiando il suo dialetto:

Mechéle, Mechéle, Mechéle,
téne la jàtte pe megghjére
téne lu sòrge pe jarzòune
e Mechéle ‘u cuacazzòune.

Il significato de nome Michele è stato spiegato; vi rimando cliccando sopra alla voce Chelüne.

Tréve lùnghe (‘u)

U tréve lùnghe s.m. = La trave lunga

Alcuni dicono U’ tröne lunghe= il treno lungo. Gioco fanciullesco.

“Era il salto della cavallina ma fatto da un nutrito gruppo di amici: il primo si piegava a novanta gradi, con le mani poco sopra le ginocchia, ed il secondo lo saltava ma, distaccatosi di alcuni passi, si piegava a sua volta; Il terzo saltava i due che stavano chini e, anche lui si distanziava e si piegava, e cosi via, finché il primo che si era piegato restava l’ultimo e allora saltava tutti quelli che lo avevano saltato prima.

Il percorso si definiva prima di iniziare. Noi andavamo, per corso Roma, dal campo sportivo a ‘U Larje ‘a Chjisa Granne = il largo della Chiesa grande, ossia Piazza Duomo, laddove, grazie al largo spazio, si giocava diversamente”. (Lino Brunetti)