Stùdecacchjöne

Stùdecacchjöne s.m.

Accrescitivo di stùdeche = Grosso stupido, quasi scemo.

Al femminile è stòdecacchjöne anche al plurale: ci accorgiamo dall’articolo se è singolare o plurale.

Al plurale il maschile è studecacchjüne.

È usato anche stubbetacchjöne, dal suono esplodente, per rintronare ulteriormente il poveretto che se lo sente dire:

‘stu stùbbetacchjöne!! = (Ma guarda che cosa è capace di fare) questo grosso stupido!

I ragazzi di oggi non ci mettono molto a usare un termine che fa rima con veglione. :-)

Melìzzje

Melìzzje s.f. = Polizia stradale

Il nome mi è rimasto nelle orecchie fino agli anni ’60. Deriva dalla denominazione fascista di “Milizia stradale” (Milizia, da Militi: addetti al controllo del traffico lungo le strade statali).

Temutissima per l’intransigenza dimostrata dagli Agenti nell’applicare meticolosamente il Codice stradale. Se qlcu non osservava le norme di circolazione faceva i conti con questi incorruttibili e solerti funzionari, pronti a fare la contravenzjöne = la multa o ‘u verbéle = il verbale di conciliazione.

Non avevo la patente a quell’epoca, non dovevo temere nulla: eppure la pattuglia mi impressionava ugualmente, con la coppia delle rombanti motociclette Gilera 500.

Sté ‘a melìzzje! = C’è la polizia stradale (di pattuglia)!