Tèrra-pógghje

Tèrra-pógghje s.f. = Terra Apuliæ

Chiedo AIUTO ai lettori più anziani: che cosa era esattamente la Terra Apuliæ? Questo nome mi risuona nelle orecchie da quando ero ragazzino.

Io non ne sono certo, ma mi sembra di aver sentito che si trattava di una specie di società cooperativa di produzione e lavoro che assoldava braccianti agricoli per i lavori dei campi e anche manovali, badilanti, per bonificare le paludi. Il salariato veniva scelto a rotazione, un po’ come oggi i “lavoratori socialmente utili”, LSU, per consentire a più famiglie di sfamarsi.

Addjì ca sté fatjànne mò? Alla Terra-pógghje = Dove stai lavorando adesso? Alla bonifica della cooperativa Terra Apuliæ (o alla vànghe = alla vanga, o alla Pógghje = alla Puglia).

Notate che il concetto di lavorare è espresso con il termine fatjé = faticare, che in italiano esprime grande dispendio di forza fisica: ma ogni lavoro di allora era così, gravoso e durevole, nel senso che richiedeva agli addetti ben oltre le consuete otto ore giornaliere.

Il traguardo di otto ore di lavoro al giorno fu una conquista dei lavoratori dopo anni di lotta sindacale.

Stùdecacchjöne

Stùdecacchjöne s.m.

Accrescitivo di stùdeche = Grosso stupido, quasi scemo.

Al femminile è stòdecacchjöne anche al plurale: ci accorgiamo dall’articolo se è singolare o plurale.

Al plurale il maschile è studecacchjüne.

È usato anche stubbetacchjöne, dal suono esplodente, per rintronare ulteriormente il poveretto che se lo sente dire:

‘stu stùbbetacchjöne!! = (Ma guarda che cosa è capace di fare) questo grosso stupido!

I ragazzi di oggi non ci mettono molto a usare un termine che fa rima con veglione. :-)

Melìzzje

Melìzzje s.f. = Polizia stradale

Il nome mi è rimasto nelle orecchie fino agli anni ’60. Deriva dalla denominazione fascista di “Milizia stradale” (Milizia, da Militi: addetti al controllo del traffico lungo le strade statali).

Temutissima per l’intransigenza dimostrata dagli Agenti nell’applicare meticolosamente il Codice stradale. Se qlcu non osservava le norme di circolazione faceva i conti con questi incorruttibili e solerti funzionari, pronti a fare la contravenzjöne = la multa o ‘u verbéle = il verbale di conciliazione.

Non avevo la patente a quell’epoca, non dovevo temere nulla: eppure la pattuglia mi impressionava ugualmente, con la coppia delle rombanti motociclette Gilera 500.

Sté ‘a melìzzje! = C’è la polizia stradale (di pattuglia)!