Ngìcche

Ngìcche n.p. = Cecco

Diminutivo di Francesco, che deriva dall’etnico latino, tardo e medievale, Franciscus. Il nome indicò prima l’appartenenza al popolo germanico dei Franchi, poi a quello dei Francesi.

Dal Trecento si è trasformato in nome proprio prevalentemente religioso.

L’onomastico è festeggiato il 4 ottobre in memoria di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

I diminutivi manfredoniano di Francesco e Francesca:

Ngìcche = Cecco, Checco, Cesco
Ngècche = Cecca, Cesca
Ciccìlle = Ciccio
Ceccìllózze = Franceschino
Franghe = Franco
Franga = Franca

Se è unito ad un altro nome, si contrae in Frìsche (Frìsche-Pàvele, o Frìsche-Pàule = Francesco-Paolo)

Esiste anche quasi tel-quel: Frangìsche e Frangèsche

Felabbustjire

Felabbustjire agg. e s.m. = Scaltro

Chi e che è furbo, astuto, dalla lunga esperienza, che sa trovare sempre un espediente per cavarsi d’impiccio, che agisce senza scupoli, con prepotenza e addirittura al limite della legalità per raggiungere il suo scopo.

È un soggetto da evitare, che ne ha combinate di cotte e di crude, un ben farbutto.

E vüje ve mettüte pe quèdda pèlle? Sòrte de felabbustjire ca jì! = E voi volete competere con quella pellaccia? Sapete che è un autentico furfante.

L’etimologia è chiara: deriva da ‘filibustiere’, che anche in italiano è sinonimo di mascalzone, canaglia, delinquente, imbroglione, disonesto, farabutto, furfante, ecc.

Sèttebarjille

Sèttebarjille s.m. = Settebello

Nel gioco della scopa e dello scopone, il sette di denari o, nelle carte francesi, il sette di quadri, che ha valore di un punto.

In lingua italiana il Settebello indica anche un tipo di elettrotreno di lusso che negli anni Cinquanta faceva servizio sulla linea Milano–Roma, così chiamato originariamente perché costituito da sette vagoni, successivamente per sottolinearne il successo.

Inoltre nel linguaggio giornalistico, il Settebello designa la squadra nazionale di pallanuoto maschile.

Infine il Settebello era il nome commerciale di un contraccettivo meccanico a barriera (insomma un profilattico) prodotto dalla Hatù, nella linea Durex.

In dialetto è valido solo nella prima versione, ossia il sette di denari, chiamato anche ‘u sèttegerjille. A Matera lo chiamano Prucenìdde, ossia Pulcinella.

Fattappòste

Fattappòste s.m. = Dispositivo

Congegno che, applicato a un apparecchio, a un impianto e sim., svolge una determinata funzione.

Anche un oggetto qualsiasi che abbia una sua funzione: un cacciavite, un reggimensola, un supporto per tegami, ecc.

Si usa il sostantivo ‘u fattappòste (che alla lettera significa: fatto appositamente per quest’uso) quando non si conosce il termine corretto, o semplicemente perché in quel momento non viene alla mente.

Sotte ce völe ‘u ferrètte e söpe ‘u fattappòste = Nella parte inferiore della porta ci vuole un fermo e nella parte superiore il coso…(‘u zeremìnghe = il saliscendi)

Mengócce

Mengócce n.p. = Domenico

Domenico è un nome molto diffuso in tutta Italia, soprattutto al Sud. Deriva dal latino Dominicus, aggettivo derivato da dominus, “padrone”, con il significato di “padronale, del padrone”, ma in epoca cristiana prese il significato di “consacrato al Signore”.

L’onomastico si festeggia il 22 gennaio in memoria di Domenico, abate benedettino morto nel 1031.

In dialetto è Dumìneche, o – simile allo spagnolo Domingo – Dumìnghe.
Ricordo Maste Dumìneche Adabbo, fabbro, su Via Antiche Mura.

Poi i diminutivi sono Mimì, Mimìnghe Mìnghe e Mengócce.

Quest’ultimo, amico di mio padre, di cognome Messina, faceva il sellaio in via Spinelli: Mengócce ‘u sellére.