U mócche vöne dau nése, la criànze vöne dalla chése

(Come) il muco proviene dal naso, (così) le buone maniere provengono da casa (paterna).

L’equazione, quasi matematica, è significativa sull’origine del comportamento dei giovani.

È chiaro che sono i genitori i principali educatori dei loro figli. La buona creanza si impara principalmente in casa. Non si può demandare tutto alla scuola. Qui i figli giungono e sei anni, già grandicelli. Se alla base non c’è stato alcun cenno di educazione ‘domestica’, gli insegnanti si trovano davanti una barriera mentale insormontabile.

Pertanto, se fioccano a scuola dei cattivi voti in condotta, come dicono i giornali di stamattina, bisogna risalire ai genitori che non hanno saputo inculcare nei loro figli i principi del rispetto verso gli adulti e verso i compagni di classe.

Fine della lezione di morale. Mò me véche a sciuscé ‘u nése…

Nzèrte

Nzèrte s.f. = Serto

In italiano, al maschile, significa ghirlanda, corona spec. di fiori o di foglie.

Da noi, al femminile, e più prosaicamente indica una corona formata da aglio intrecciato per le code o anche un ‘grappolo’ di pomodorini accavallati con i loro peduncoli a un supporto e tenuti appesi in luogo fresco per le provviste d’inverno.

‘A nzèrte de pemedurjille non si usa più perché è stata soppiantata dal “Ciliegino” di Pachino, detto da cocktail, reperibile tutto l’anno.

Nzerté

Nzerté v.t. = Infilare

Attraversare con un filo, facendo passare un capo del filo per uno stretto foro.
‘Nzerté l’éche = Infilare l’ago.

Nen si’ bùne manghe a ‘nzerté l’éche… = Non sei capace nemmeno a infilare l’ago…
Ossia non conosci l’ABC, i rudimenti del mestiere, e vuoi atteggiarti ad esperto?

Capitava che qualcuno, sapendo mettere in fila quattro accordi (Do, Lam, Rem, Sol7), si riteneva chitarrista.

Nzerté può significare, per estensione, fare centro, colpire giusto, azzeccare un risultato, imbroccare la via giusta, un procedimento.