Püre li pólece tènene ‘a tòsse

Anche le pulci hanno la tosse.

Non è questione di raffreddore…

Cioè, anche chi non vale nulla si permette di sentenziare, di pontificare, di emettere giudizi, magari avventati.

Méle San Dunéte

Méle San Dunéte loc.id. = Epilessia

Alla lettera significa: ‘Male di San Donato’: Santo, che ahimé, evidentemente ne era affetto.

Le crisi epilettiche si manifestano con violente convulsioni che scuotono profondamente il malato.

Si dice anche, per enfatizzare uno spavento: M’ha fatte venì ‘u méle San Dunéte = Mi hai fatto venire un colpo!

I chjàcchjere d’a söre nen còndene ‘a matüne.

Le chiacchiere della sera precedente non valgono la mattina dopo.

Ancora una constatazione, semmai ce ne fosse bisogno, che verba volant, scripta manent = le parole volano e gli scritti rimangono.

Può essere una constatazioone detta in generale o un’accusa indirizzata specificamente a una persona che con la notte ha cambiato opinione, atteggiamento, disponibilità.

Quànne vöne ‘u mòneche a càste, pigghjatìlle a rüse.

Quando viene il monaco a casa tua, prenditela a ridere.

Il monaco in questione è il “frate cercatore”, il questuante, generalmente un francescano, che una volta girava per le campagne o anche per le case di Manfredonia con un calesse (‘u sciarabbàlle) trainato dal cavallo, chiedendo per il convento delle derrate alimentari o anche offerte in denaro.

Il significato del proverbio è un consiglio: bisogna fare buon viso a cattivo gioco.

Se ti trovi coinvolto in un episodio spiacevole, invece di reagire sbraitando o prendertela con qlcn, conta fino a tre e sorridi. (funziona 80 volte su 100).

È ammessa una seconda versione: Quànne vöne ‘u mòneche a càste, pigghjatìlle ‘mbaciènze, = quando viente il frate a casa tua prenditela in pazienza.
Nascondere la contrarietà con un bel sorriso.