Ènece

Ènece s.m. = Èndice

Voce del latino indicem, da indicàre, nel senso generico di ‘cosa che indica’.

Uovo di marmo che le nostre contadine ponevano nel nido delle galline, con lo scopo di mostrare alle brave pennute dal minuscolo cervello, il luogo dove deporre le uova.

Era necessario fare questo perché, allevate in regime di semi-libertà, ruspanti per l’aia, le galline deponevano le uova dove capitava.

Bisognava poi cercare le uova sparse in giro, col rischio di non scovarle tutte, per la gioia dei cani, o dei topi di campagna, o dei serpenti.

Crescemjinde

Crescemjinde s.m. = Lievito chimico

Polvere biancastra che le nostre nonne compravano sfusa in drogheria per preparare in casa dolcetti e torte. Successivamente sono state immesse sul mercato le bustine aromatizzate (Pan degli Angeli e Bertolini), usate tuttoggi.

È sinonimo di cremöne= cremore di tartaro.

Mattöje, mamme, quìste so’ ‘i sòlde e vamm’accàtte da Viscàrde ‘u crescemjinde pe ‘nu cüne de farüne = Matteo, bello di mamma, questi sono i soldi e vammi a comprare da(alla drogheria di) Viscardo (il cremore di tartaro, nella quantità, che lui sa, occorrente) per un kg di farina.

Staggiöne de l’arje

Staggiöne de l’arje loc.id. = Epoca della trebbiatura

Alla lettera: stagione dell’aia = stagione estiva, dal punto di vista dell’agricoltura.

Si dice ‘u staggiöne,al maschile, per indicare il tempo della mietitura. Infatti detto al femminile ‘a staggiöne significa ‘estate’.

Auànne véche a fé ‘u staggiöne de l’arje a Vresendüne = Quast’anno vado a fare la trabbiatura a Bersentino.

Costui può essere un bracciante agricolo, un motorista, un operaio addetto al trasporto delle biche, ecc. Una volta la trebbia era fissa sull’aia, e qui si eseguiva la trebbiatura del frumento.

Il personale veniva assunto in anticipo dal proprietario del fondo, in modo da avere la mano d’opera certa al momento giusto, dopo il completamento della mietitura.

Al giorno d’oggi, con le mietitrebbie semoventi, basta un solo operaio.

Riattàrece

Riattàrece v.i. = Impegnarsi

Darsi da fare per cercare di portare a termine un lavoro; adattarsi a fare un mestiere diverso dal proprio, espletare una seconda attività, fare dei lavoretti extra.

Insomma non lasciare occasione di guadagnare qlcs perché l’attività principale non è abbastanza redditizia.

Penso che derivi propria dal verbo adattarsi, ambientarsi in un nuovo contesto lavorativo.

Ammessa anche la pronuncia arriattàrece

Ngiucciéte

Ngiucciéte agg. = Avvinazzato

Che è ubriaco, molto ubriaco, rintronato, ottenebrato dall’alcol.

Ha somiglianza col termine lombardo-veneto “ciucco” = ubriaco: come se fosse ‘inciuccato’, diventato ciucco.

Povere a jìsse accüme sté ‘ngiucciéte = Povero lui, com’è sbronzo.

Penso anche che possa derivare da ciucciare (termine familiare: ‘succhiare il biberon’): in questo caso che ha succhiato (sorbito) il vino…