Revuleté

Revuleté v.t. = Disgustare

Nauseare, disturbare, stomacare.

Quando fisicamente qualche oggetto ripugnante cade sotto i nostri sensi ci sentiamo schifati. disgustati.

Pure se urtati da eventi spiacevoli ci sentiamo rivoltare lo stomaco.

Nen decènne cchjó njinde ca già me so’ revuletéte ‘u stòmeche = Non dire più nulla ché già mi sento disgustare (lo stomaco).

Qualcuno usa il verbo ammuddé ‘u stòmeche, far diventare molle lo stomaco, per indicare un senso di nausea derivato dal disgusto.

Mutresciàrece

Mutresciàrece v.i. = Rigirarsi

Simile a ‘mbruscenàrece.

Rivoltarsi sul pavimento, tipico degli equini.

Per estensione dicesi delle persone insonni che di rigirano a lungo nel letto.

Stanòtte me so’ mutrescéte ‘nd’u ljitte jüna cundinuazzjöne = Questa notte mi sono rivoltato nel letto in continuazione (senza riuscire a prendere sonno).

Mbruscenàrece

Mbruscenàrece v.i. = Rigirarsi

Voltarsi ripetutamente, specie di equini, che talvolta di coricano sul terreno e si voltano e si rivoltano, come per grattarsi contro il suolo.

Viene detto come un rimprovero dalle mamme che vedono i loro figli che, giocando, si stendono e si muovono sul pavimento o che fanno la lotta avvinghiati.

Javezàteve: sèmbre mbruscenéte pe ‘ndèrre! = Alzatevi! State sempre a rivoltarvi per terra.

Sinonimo: mutresciàrece

Ceccjöne vècchje

Ceccjöne vècchje loc.id. = Bamboccione

Semplicione, adolescente che vuole fare i giochi fanciulleschi con i bimbi più piccoli.

La sua mole talvolta sicuramente lo avvantaggia, per esempio nella corsa. Allore quelli che intervengono a sedare le inevitabili dispute, gli dicono che lui è ceccjöne vècchje, ossia che non deve competere con gli altri che sono in condizioni di inferiorità.

La madre per dissuadere il suo bimbo dal frequentare un gruppo turbolento, gli dice: nen ce jènne, ca quìdde so’ tutte ceccjüne vjicchje = non andarci che quelli sono tutti grandi e grossi (rispetto a te, e perciò saresti a disagio con loro).

Notate il plurale: ceccjüne vjicchje

Lo stesso dicasi del bulletto che è forte con i deboli, ma debole con i forti. (Scusate questa Massima: mi è scappata, senza riflettere).

Mbruzzené

Mbruzzené v.t. = Imbacuccare

Coprire bene con indumenti caldi e pesanti, anche senza badare all’eleganza.

Alla lettera significa vestire, infilare, mettere addosso a qlcn un bruzzöne.

Nen avènne pavüre d’u frìdde, mbruzzenìjele ‘u crjatüre e pùrtele före = Non temere il freddo, imbacucca per bene il bimbo e portalo all’aperto.

Nella forma riflessiva dicesi ‘mbuzzenàrece = imbacuccarsi.

Pe ’stu sòrte de frìdde ch’ò fàtte, me so’ mbruzzenéte belle belle e so jüte ‘u stèsse ‘ngambàgne = Nonostante questo gran freddo che c’è stato, mi sono imbacuccato ben bene e sono andato ugualmente in campagna.