Malandrüne

Malandrüne s.m. = Furfante

Secondo me deriva dal latino malus = cattivo, e dal greco antropos = uomo. Non lo dò per certo, non conoscendo bene le due lingue citate.

Insomma la definizione di malòmmo, come dicono i Napoletani, calza bene.

Persona dedita ad attività criminose, che sa usare le armi, la versione negativa dell’antico cammurrìste.

Cammurriste

Cammurriste s.m. = Cammorrista

Nulla a che vedere con la famigerata attuale “camorra” napoletana.

A Manfredonia e credo in tutta la Capitanata il cosiddetto cammorrista degli anni ’50 era un personaggio con delle ferree leggi di comportamento inculcategli da una misteriosa società segreta cui erano affiliati.

Era obbligato a proteggere i deboli dai soprusi, a rispettare le leggi e la gerarchia, imparava le regole di vita, era discreto, educato, solidale con gli altri membri della camorra e con chiunque altro potesse aver bisogno di aiuto: insomma un cittadino esemplare.

In caso di necessità interveniva autorevolmente nelle controversie, e sapeva farsi rispettare perché emetteva giudizi equilibrati.

I giovincelli dell’epoca oltre a tutto questo, imparavano a usare il bastone e il coltello, per saperli adoperare, l’uno o l’altro, ma solo per difesa personale, e mai per offesa.

I cammurrìste di una volta erano persone che andavano sempre e comunque rispettate perché avevano carisma e non agivano mai d’istinto.

Ora sono del tutto scomparsi, almeno quelli che rispondevano alle caratteristiche sopra elencate.

Insomma il termine non era per nulla negativo come quello attuale che riconosce negli affiliati alla camorra solo soprusi, angherie, taglieggiamenti, spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione e altre porcherie simili.

Püle

Püle s.m., s.f. = Pelo,pila,abbeveratoio.

1) Püle s.m. = Pelo. Struttura sottile e filamentosa presente sulla pelle dell’uomo e dei mammiferi. Si intende anche la capigliatura, specie nelle minacce.

Se vènghe allà, t’angàppe pe püle = Se vengo vicino a te ti afferro per i capelli.

Figuratamente quando qlcu dice che è attratto irresistibilmente dal pelo, manifesta le sue tendenze di donnaiolo. In questo caso è evidente la forza di attrazione che esercita il pelo di donna che tira i bastimenti a mare.

2) Püle s.f. = Pila. Generatore di corrente elettrica continua per la trasformazione di energia chimica in energia elettrica.
Tipo di pila a secco, con involucro metallico per lo più cilindrico o a forma di parallelepipedo, per alimentare piccoli apparecchi elettrici.

3) Püle s.f. = In italiano dicesi pilo, al maschile, e significa Acquasantiera o Fonte battesimale, conca, vasca in genere di pietra o di marmo. (Derivati: Pilozzo e Baciapile, religioso all’eccesso)

Da noi si intende una sorta di abbeveratoio per le bestie formato da un parallelepipedo rettangolare di pietra, scalpellato fino ad ottenere una specie di vasca da bagno, posto vicino al pozzo nelle campagne, usato per far dissetare le bestie da soma, le mandrie dei bovini e i greggi degli ovini.

Mio padre ne aveva una, nella sua bottega di fabbro, di media grandezza sempre piena di acqua. La usava per temperare i vomeri e le punte dei picconi dei tufaroli dopo averli stornati, cioè ridato il taglio martellandoli a caldo sull’incudine, raffreddandoli repentinamente.

Spurtesé

Spurtesé v.t. = Perforare

Passare qcs. da parte a parte, trapassare (una parete, una lastra metallica, una porta, ecc.).

Deriva da pertüse = foro, pertugio.

Quindi significa fare un buco, traforare, sforacchiare, ecc.

Ciaccià

Ciaccià s.f. = Carne, ciccia

Un po’ come l’italiano “ciccia” che indica carne, polpa di animale macellato; nel linguaggio infantile, carne cucinata in modo appetitoso, che promette un buon sapore.

Apprüme mange ‘a paste, mamme, e döpe ‘a ciaccià = Prima mangi la pasta, tesoro di mamma, e dopo la carne.