Specciàrece

Specciàrece v.i. = Sbrigarsi, affrettarsi.

Terminare un lavoro, concludere una trattativa, un affare. Liberarsi da un impegno.

Uagnü, specciàmece ca momò ce fé nòtte = Ragazzi, sbrighiamoci perché tra poco annotta.

Le nostre nonne, per estensione, indicavano il terminare dei giorni della gravidanza, partorire.

Geseppüne c’jì speccéte? Ch’o fàtte?= Giuseppina ha partorito? Cosa ha avuto?

Jògge me vògghje speccé sóbbete
= Oggi voglio terminare presto (il mio lavoro)

Usato all’imperativo e alle prime tre persone dell’indicativo presente, si coniuga come se il verbo fosse spicciàrece, ossia si fa sentire la “ì”.

Esempi:
Spìccete! = sbrigati!
Quann’jì ca ce spìcce Frangìsche? = Quando finisce il lavoro Fracesco?
Jògge ca me spìcce te vènghe a truué = Nel pomeriggio, quando avrò cessato questo lavoro, verrò a farti visita.

Speccé

Speccé v.t. = Svuotare, liberare

Speccé nel senso di svuotare si riferisce a recipienti pieni di liquidi che bisogna svuotare.

Spìcce ‘stu còmete ca m’abbesògne = Svuota questo recipiente perché mi necessita.

Per estensione, nel senso di liberare,si applica a locali, abitazioni, magazzini, ecc.

‘U patrüne m’ho cerchéte ‘u sutterrànje e lu völe trué speccéte jìnd’a tre müse = Il proprietario mi ha chiesto il locale seminterrato, e lo vuole ottenere libero (da cose e persone) entro tre mesi.

Mbettüse

Mbettüse agg. e s.m. = Scontroso

Al femminile fa ‘mbettöse.

Chi (sostantivo) o che (aggettivo) è scorbutico, lunatico, permaloso, superbo.

Insomma un caratteraccio, con la puzza sotto al naso.

Presumo che ‘mbettüse derivi da “petto”, per la sua aria superba e presuntuosa e sprezzante che lo fa impettire.

Jüne “stàtte”, e l’ate “nen me möve”

Uno è “stai”, e l’altro è “non mi muovo”

Questo detto è riferito a persone pigre o di scarsa iniziativa.

Se in una situazione di emergenza qlcn ha bisogno dell’aiuto immediato da parte degli astanti, può succedere che questi rimangano immobili, pur rendendosi conto delle difficolta oggettive di costui.

Indifferenza, pigrizia, e abulia bizantinesche.

Grazie a Carmela per il suggerimento

O te mànge ‘sta menèstre, o te mjine da la fenèstre

O mangi questa minestra, o ti lanci dalla finestra.

È giocoforza accettare questa situazione, che può sembrare cattiva, perché in alternativa vi è una decisamente peggiore.