Fechedegnére

Fechedegnére s.m. = Coltivatore di fichidindia

Con questo termine si intende designare sia colui che i coltiva, sia quello che li raccoglie e sia la persona che li vende.

La coltivazione dei fichidindia avviene per lo più in Sicilia. Da noi le piante crescevano e crescono tuttora, quantunque in misura ridotta, in maniera spontanea su terreni demaniali attorno a Manfredonia.

Qlcu si industriava di andare a raccoglierli per venderli e guadagnare qualcosa: è sempre stato frutto dei poveri.

Pane e fichidindia era la cena, certamente genuina e salutare, ma con poche proteine, della popolazione degli anni ’40 e ’50.

Furbeciöne

Furbeciöne s.m. e agg.= Pettegolo

Persona che sparla dei fatti e comportamenti altrui. Di solito è un tale chiacchierone e maldicente.

Generalmente si riferisce a soggetti femminili. Vi assicuro che ci sono anche i maschietti dediti al gossip.

Se poi si mettono in due…(i famosi Forbicioni, Franco Rinaldi e Lello Castriotta) immaginate quanti panni addosso sono capaci di tagliare!

Allammèrse

Allammèrse avv. = Contrariamente

In modo contrario, diversamente, alla rovescia, all’inverso.

Me fàzze ‘ Croce allammèrse = Mi faccio il segno di Croce all’inverso per lo stupore e la meraviglia.

Me sò mìsse ‘a magliètte allammèrse = Mi sono infilato la maglietta al rovescio.

Sottasöpe

Sottasöpe avv. = Sottosopra

1) sottasöpe = con la parte di sopra messa sotto, capovolto, alla rovescia.

2) sottasöpe = in grande disordine e scompiglio, a soqquadro.

I marjùle m’hanne mìsse ‘a chése sottasöpe = I ladri mi hanno messo la casa a soqquadro.

Me sènde ‘u stòmeche sottasöpe = Ho lo stomaco in disordine

Njirve

Njirve s.m. = Nervo, staffile

1) Njirve = Nervo, ciascuna delle strutture anatomiche, di forma per lo più allungata, che trasmettono gli impulsi nervosi e le sensazioni in ogni parte del corpo; veramente si dovrebbe dire ‘u nèrve al singolare (‘u nèrve ngalvacchéte = il nervo accavallato): ma come si fa a sapere quanti nervi sono interessati dall’accavallamento?

2) Njirve = Staffile costituito di tendini di bovini essiccati e intrecciati, usato per incitare i buoi al traino dell’aratro o, un tempo, come strumento di difesa;

Tenì ‘i njirve = stato di estrema tensione, ansia e inquietudine. Tutti abbiamo i nervi, anatomicamente parlando, manca il completamento “a fior di pelle”. Ma sappiamo tutti la capacità di sintesi del dialetto.

Qualche volta ho sentito, quale commento, come una chiosa a un discorso non troppo gradito, l’interiezione: “ ..e njirve!

‘Stu presedènde ò ditte ca alla vutazöne uà vènge jìsse a forze”. “E njirve!” = “Questo Presidente ha detto che alle elezioni deve vincere lui per forza” ” Sì, lallèra!”

(Dal “Dizionario della Lingua Italiana” di De Mauro: lallèra = inter., esprime indifferenza, distacco o noncuranza, ecc.)

Talora si usa per dare dello stupido o dell’inetto a una persona. Presumo perché in una pietanza il nervetto della carne, duro, non commestibile, è inesorabilmente scartato assieme all’osso e al grasso: non serve a nulla.

Sì pròprje nu njirve! = Sei proprio un incapace!

È usato anche quale sinonimo di membro virile in erezione.