Furce s.f. = Forbice
In italiano si usa prevalentemente al plurale. Strumento per tagliare formato da due lame d’acciaio, incrociate e fermate al centro da un perno, che hanno all’estremità due anelli in cui si infilano il pollice e un’altro dito della mano.
Generalmente con furce si intende quella da sarto e quella da barbiere, con le lame lunghe.
Credo che ora si sia orientati a italianizzare il termine: ‘a fòrbece
Le forbicine usate per recidere i fili e per intagliare i centrini nei lavori di ricamo, o per tagliare le unghie e i peli nel naso, sono chiamate in dialetto, al singolare: ‘a furbecètte.
Ricordo vivamente, quando in età pre-scolare frequentavo l’Asilo Infantile “Stella Maris”, Suor Vincenza, che portava sempre con sé le forbicine con le punte ricurve, legate ad una catenella, attaccate al cordone che le stringeva la vita.
Un flashback che mi ritorna puntualmente in mente quando cerco le mie forbicine e non le trovo al loro posto…