Segarètte

Segarètte s.f. = Sigaretta, spagnoletta

1) Segarètte = Sigaretta, rotolino cilindrico di tabacco trinciato, avvolto in un foglietto di carta sottile a lenta combustione, che si fuma, accendendolo da un lato e aspirando l’aria dall’altro dov’è munito di filtro. Nuoce gravemente alla salute.

2) Segarètte = Spagnoletta, piccolo supporto cilindrico di cartone, o di plastica attorno al quale si avvolgono i filati variamente colorati per cucire. Usatissima in sartoria.

Tutung e tetang

Tutung-e-tetang locuz.id.. = Bla bla

Chiacchierio insistente; discorso inutile e inconcludente e portato per le lunghe.

E parlöve, e parlöve, e tetùng e tetàng: nen la fenöve cchjó! = E parlava e parlava, e bla bla bla, non la finiva più!

Furce

Furce s.f. = Forbice

In italiano si usa prevalentemente al plurale. Strumento per tagliare formato da due lame d’acciaio, incrociate e fermate al centro da un perno, che hanno all’estremità due anelli in cui si infilano il pollice e un’altro dito della mano.

Generalmente con furce si intende quella da sarto e quella da barbiere, con le lame lunghe.

Credo che ora si sia orientati a italianizzare il termine: ‘a fòrbece

Le forbicine usate per recidere i fili e per intagliare i centrini nei lavori di ricamo, o per tagliare le unghie e i peli nel naso, sono chiamate in dialetto, al singolare: ‘a furbecètte.

Ricordo vivamente, quando in età pre-scolare frequentavo l’Asilo Infantile “Stella Maris”, Suor Vincenza, che portava sempre con sé le forbicine con le punte ricurve, legate ad una catenella, attaccate al cordone che le stringeva la vita.

Un flashback che mi ritorna puntualmente in mente quando cerco le mie forbicine e non le trovo al loro posto…

Zappe de càvece

Zappe de càvece s.f. = Zappa da calce

Arnese da muratore, simile ad una zappa, ma dall’asta molto più lunga.

Era usata prima dell’avvento delle betoniere fisse da cantiere per la preparazione della malta.
Si disponela al suolo un mucchio di tufina, si aggiungeva (quando possibile) della sabbia di mare e si allargava a fontana, come quando le nostre mamme fanno l’impasto per le orecchiette. Nella buca centrale si ponevano alcune palate di grassello di calce e acqua. Con questa zappa si rimestava ben bene fino ad ottenere la malta nella giusta consistenza.

Con la pala si raccoglieva la malta in una caldarella a due manici (‘a còffe) e a spalla si portava ai piani superiori dove i “mastri” la stendevano per intonacare le pareti o per attaccare i conci di tufo.

Grazie a Dio ora esistono le gru per il sollevamento dei materiali.

Fàvece

Fàvece s.f. = Falce

Attrezzo agricolo con manico di legno e lama affilata e ricurva per tagliare gli steli delle piante erbacee.

Metaforicamente tenì ‘na fàvece non significa possedere una falce ma un formidabile appetito, che fa piazza pulita di ciò che si mette sul desco, come fa la falce nel prato.