Cumbarìzzje

Cumbarìzzje s.m. = Comparatico

Rapporto, di solito molto stretto, fra il padrino di battesimo o di cresima e il figlioccio.

Nell’Italia centro meridionale cumbarìzzje è anche il legame molto sentito fra la coppia degli sposi e quella dei testimoni di nozze.

Dalla momento della cerimonia di battesimo, cresima o matrimonio e per tutto il resto della loro vita, padrini, madrine, figliocci e sposi e testimoni si chiamano fra di loro anteponendo al nome il “titolo” rispettosissimo di cumbé = compare o cummére = comare.

Jì passéte cumbé Giuànne ca te vulöve saluté = È passato compare Giovanni che ti voleva salutare.

Va d’a cummére Mariètte e addumanne se völe venì a mangé quà duméneche = Va dalla comare Marietta e chiedi se vuole venire a mangiare da noi domenica prossima.

Ce sté ‘u cumbarìzzje p’u mjizze… = C’è di mezzo il comparatico (e quindi il massimo rispetto con costui)

Rusecamjinde

Rusecamjinde s.m. = Brontolamento

Espressione di insoddisfazione o di risentimento che si manifesta con proteste a mezza voce; mormorio, borbottio, mugugno, lamento, brontolio.

Enótele ca facjüte tutte ‘stu rusecamjinde: ce uà fé acchessì e baste! = È inutile che state a fare tutto questo mugugno: si deve agire così, e basta!

Bettöndomàtece

Bettöndomàtece s.m. = Bottone automatico

La consueta capacità di sintesi del nostro dialetto.

Al plurale suona: ‘i bettündomàtece.

Il bottone automatico è costituito da due dischetti metallici che si incastrano l’uno nell’altro per pressione. Si abbottonano facilmente e altrettanto agevolmente si sbottonano. Vengono cuciti su due lembi contrapposti di tessuto o su altri supporti per tenerli uniti.

Esistono di varie misure, a seconda dell’uso cui sono destinati. Quelli piccoli per camicette di bambini; quelli medi si usano in pelletteria per calzature, borsette e giubbotti; quelli più grandi per tasche, borsoni, giacconi e stivali.

Praticissimi, si lavano insieme all’indumento. Ora vengono spesso sostituiti dal moderno Velcro®.

Ciappètte

Ciappètte s.f. = Gancetto

Piccolo gancio metallico a due occhielli, che ha come controparte un cerchietto, anch’esso con due occhielli. Sono adoperati, cuciti sulla stoffa, per tenere allacciati due lembi di abiti, specialmente da donna.

Esistono di varie misure, a seconda se si devono usare su camicette, su reggiseni, su gonne o su soprabiti e mantelline.

Per estensione si intendono anche i punti metallici dati con la cucitrice da ufficio, per tenere insieme due o più fogli di carta, nonché punti chirurgici metallici, usati una volta per suturare tagli e lacerazioni.

Nghjemé

Nghjemé v.t. = Imbastire

Fare una cucitura provvisoria con punti larghi (‘i nghjüme) dati a mano dai sarti per tenere insieme due stoffe che successivamente dovranno essere cucite definitivamente a macchina.