Chi me battézze m’jì cumbére

Colui che mi tiene a Battesimo diventa mio compare.

Il proverbio non è soltanto una constatazione lapalissiana. Ha un significato recondito e pratico.

Quando si deve trovare un sostegno nelle decisioni, un socio in affari, un aiuto nelle difficoltà, e simili circostanze, il primo che dà la sua disponibilità è sicuramente benvenuto.

In questi casi non è importante arrovellarsi per cercare il “compare” adatto, ma si accetta ad occhi chiusi il gradito volontario che manifesta la voglia di prestare aiuto.

Cumbére

Cumbére s.m. = Compare

Nel Centro-Sud equivale a padrino di battesimo o cresima o testimone di nozze.

Figura molto rispettata, acquisito come un vero e proprio membro della famiglia.

Talvolta assume una valenza negativa perché intende indicare un socio, complice in azioni disoneste o poco pulite.

Mò vöne Mattöje e ‘u cumbére süje = Ora viene Matteo e il suo compare.

Al femminile fa cummére = madrina.

Le puerpere chiamavano sempre cummére la levatrice, quantunque non ci fosse con lei alcun rapporto di cumbarìzzje = comparatico vero e proprio. Presumo solo per una forma di rispetto.

Quando si vuole indicare che un uomo sposato ha un’amante ‘a mandenüte, si dice ca töne ‘a cummére = che ha la ‘comare’. In linguaggio giornalistico moderno si dice che costui “è legato da affettuosa amicizia”.

Fé vöce a vöce

Fé vöce a vöce loc.idiom. = Lagnarsi, gemere

È corretto dire anche fé a vöce a vöce.

Dolersi per un malore, una colica, una ferita.

Stanotte màmme ho fàtte vöce a vöce = Questa notte mia madre non ha fatto altro che gemere per i dolori.

Esempio di vöce a vöce:
Madònne…, Madònne…, Madònne mamme!… ‘A chépe,… Oh, Madònne ‘a chépe! Ah… Madònne.

Mariùle

Mariùle s.m. = Ladro

Veramente in italiano il termine simile “mariolo” ha un significato più esteso, ossia identifica una persona disonesta, furfante, imbrogliona, canaglia.

Attribuendo a mariùle il solo significato di ladro ritengo che questa volta il dialetto sia stato limitativo per l’ estro…del mancato galantuomo.

Al plurale è invariabile: ‘u/’i mariùle= il ladro, i ladri.

Al femminile, singolare e plurale, è ‘a/’i mariöle = la ladra, le ladre.

Mariulìzzje

Mariulìzzje s.f. = Furfanteria

Furto, ruberia, truffa, ladrocinio.

Quando qualche sciagurato si procura da vivere con espedienti è dedito a furfanterie, raggiri, truffe costui cumbüne mariulìzzje = compie misfatti. Alla larga!