Bècche

Bècche s.m. = Mento

In italiano il termine quasi omofono “becco” indica la formazione mandibolare cornea tipica degli uccelli, usata per afferrare il cibo e anche per difendersi. Veramente significa anche il maschio della capra o – per la presenza di corna – un uomo tradito dalla moglie…

Da noi definisce la parte inferiore del volto, corrispondente alla parte mediana della mandibola. Talvolta anche il pizzetto, la barba che cresce sul mento è chiamato bècche o becchetjille.

Se il mento è particolarmente pronunciato dicesi chjèppe.

Şkuşkenàrece

Şkuşkenàrece v.int. = Abbattersi, schiantarsi

Si usava nella forma riflessiva indicante lo schiantarsi al suolo di chi non regge un grosso peso.

C’jì şkuşkenéte = Ha ceduto, non ha retto il peso.

Termine incomprensibile dai ragazzi di oggi.

Scuscenéte

Scuscenéte agg. = Sformato

Si attribuisce a oggetto che ha perduto la sua forma originale, che si è deformato per effetto di traumi o di peso.

Credo che la radice sia cuscino con il prefisso -s dal valore privativo negativo: come formato e sformato, fortunato e sfortunato.

Quindi, secondo me, e correggetemi se sbaglio, l’aggettivo significa sformato, deformato.

Particolarmente calzante se si riferisce a guanciali, cuscini, materassi, contenitori di cartone deformati, etc.

Tòtere

Tòtere s.m. = Pannocchia

Specificamente si riferisce alla pannocchia di mais.

Il nome deriva da tutolo, che in italiano indica solo il torsolo legnoso della pannocchia del granoturco

Per assonanza, quelli che non parlano bene il dialetto, chiamano così anche il totano mollusco commestibile molto diffuso nei nostri mari, simile al calamaro. In questo caso si deve dire tòtene, non tòtere.

Granöne

Granöne s.m. = Granturco

Vale qui quanto già detto per Gréndìnje (grano d’India).

Semmai volessimo trovare una differenza di questo sinonimo, penso che granöne specifichi il mais già sgranato, staccato dal tutolo.