Mètte ‘i Sànde espòste

Mètte ‘i Sànde espòste loc.id. = Mettere i Santi esposti.

Modo di dire efficace e immediato che significa: far ricorso a personaggi influenti per ottenerne favori o raccomandazioni.

Alla lettera significa ‘esporre i Santi’, o meglio, in un italiano più corretto: disporre i simulacri dei Santi, come avviene nelle Chiese, affinché tutti possano riconoscere le loro virtù e sappiano quanto siano influenti nell’intercedere per essi.

So’ jüte mettènne ‘i Sànde espòste pe trué düje begliètte alla partüte = Mi son dovuto raccomandare a persone influenti per procurarmi due biglietti per assistere all’incontro di calcio (evidentemente i biglietti erano andati a ruba).

Mànghe spüne de checòmbre

Neanche una “spina” di tortarello.

Uno dei pelucchi assolutamente innocui che ricopre il frutto di questa cucurbitacea.

Questo modo di dire intende sminuire un malessere lamentato da qlcn, notoriamente piagnucoloso.

Cì, cì, ca nen jì njinde! Ne jì manghe ‘na spüne de checòmbre! = Zitto, zitto che non è nulla! Non è nemmeno un peluzzo di tortarello!

Ringrazio Alessandra Galli per avermi ricordato questo simpatico detto.

A chi nen töne fìgghje, nen dumannànne fùche e cunzìglje

A chi non ha figli non chiedere né fuoco, né consigli.

Il proverbio vuole evidenziare l’amore dei genitori pronti a sopportare qualsiasi sacrificio per i propri figli.

Purtroppo, loro malgrado, coloro che non hanno avuto figli, non sanno elargire consigli appropriati né tantomeno solidarietà o generosità perché non riescono a concepire la spinta sublime dell’amore che causa solidarietà protezione verso le creature altrui.

Quando non erano diffusi i termosifoni, si andava a chiedere alla vicina anche un carbone acceso per innescare il fuoco al proprio braciere.

Una variante di questi proverbio recita: a chi ruméne züte nen cercànne cunzìglje e sòlde ‘mbrjiste = A chi resta scapolo (o nubile) non chiedere consigli o soldi in prestito.