Sedüne

Sedüne s.m. = Panchina

Da non confondere con il termine italiano “sedile” che designa qlsi qualsiasi appoggio o sostegno, mobile o fisso, adatto a sedersi, come il sedile dell’automobile, o del trattore, o della sedia a dondolo o addirittura del copri wc.

Da noi è solo quello dei giardini pubblici e privati, o dei viali del lungomare, o delle stazioni. In lingua viene chiamata correttamente “panchina”.

Astatöre

Astatöre s.m. = Battitore di asta

Per lunga tradizione al mercato ittico di Manfredonia le cessioni del pescato avvengono mediante il sistema delle vendite all’incanto, ossia all’asta.

In quest’ambito le offerte vengono sollecitate del battitore d’asta per ogni partita di pesci.

In italiano mi sembra che non esista il termine specifico “astatore”, come traduzione del dialetto astatöre, almeno nel dizionario da me consultato (De Mauro).

Se esiste prego citatemi il vocabolario che lo riporta. Grazie.

Nen pöt’èsse chjù scüre d’a mèzzanotte

Non può essere più buio della mezzanotte.

Questo proverbio popolare vuole dare incoraggiamento.

Per quanto sfavorevole qls situazione deve evolversi e migliorare.

Adesso che sei nelle tribolazioni è già metaforicamente mezzanotte. D’ora in poi andrai incontro alla luce del giorno.

Jì allallà

Mi sembra un’espressione in lingua araba!

No, più semplicemente, nel liguaggio fanciullesco, questo modo di dire significa: andare a spasso, a passeggio, uscire di casa.

Ca pò ama jì allallà = ché poi abbiamo da andare a spasso.

Provate a ripetere questa frase più volte, e immaginate che un Milanese stia lì ad ascoltare. Dirà costui che veramente noi Meridionali siamo dei Marocchini!

Cambüsce

Cambüsce s.m. = Pascolo

Di solito si usa, addolcendo la consonante iniziale, come avviene i tutti i dialetti dell’Italia meridionale, pronunciare ‘ngambüsce. Esempio pjitte/mbjitte, cambagne/ngambagne, cjile/ngjile, ecc.

Mené ‘ngambüsce = Menare le pecore al pascolo.

Menàrece ‘ngambüsce = Uscire all’aperto, uscire presto di casa per raggiungere i campi. Difatti io penso che la parola derivi proprio da campo, campagna.

Una mattina, uscendo in bicicletta di buonora, sono stato apostrofato simpaticamente da un amico: Uhé, già te sì menéte ‘ngambüsce! = Ehi, già ti venuto fuori di casa (così presto)!