Spavjinde

Spavjinde s.m. = Monito

Non è come l’italiano ’spavento’ nel senso di paura.

Nel dialetto significa: avvertimento, ammonimento, consiglio, insegnamento, rimprovero, magari fatti con cipiglio, a muso duro..

Se nen lu völe capìsce, dàlle ‘nu bèlle spavjinde = Se non lo vuol capire, dagli un bell’ammonimento.

Škòppe

Škòppe topon. = Siponto

Forse questo nome non si usa più. Indica il luogo ove sorgeva l’antica città di Siponto, sommersa dai maremoto e dall’impaludamento del territorio nel corso dei secoli.

Esattamente è la zona della Pineta ove sono ubicati gli ipogei, nei pressi del “fiume” a ridosso del lido, valorizzati in epoca fascista durante i lavori di bonifica.

Secondo le persone anziane interpellate, il nome deriva dal fatto che il luogo si trova a “un tiro di schioppo” dalla ‘Nuova Siponto’ come la nominarono senza fortuna gli Angioini (Carlo I D’Angiò/d’Anjou, 1226-1285) in spregio allo Svevo fondatore della nostra città (Manfredi di Hohenstaufen,1232-1266, figlio dell’Imperatore Federico II).

Grattachése

Grattachése s.f. = Grattugia

Utensile da cucina di metallo munito di fori dai bordi sporgenti. Ora lo fanno di acciaio inossidabile. Ai tempi dell’antica Roma (ne hanno reperite negli Scavi di Pompei) quando non era stato trovato il procedimento per ottenere questo utilissimo metallo, erano di lamina di ferro o di bronzo.

Questi fori molto ravvicinati formano sul metallo una superficie scabra su cui si sfregano alimenti vari per ridurli in briciole.

La grattugia in generale ha forma di una tegola, ossia ricurva.

Quella “Pugliese” è rotonda, inserita in una specie di tegame senza manici dove si raccolgono gli alimenti grattugiati.

Il nome grattachése, alla lettera, significa gratta-cacio.

Fé ‘u Crìste

Fé ‘u Crìste loc.id. = Pazientare

Questa locuzione significa essere buoni, pazienti, e comprensivi oltre di ogni possibile umana sopportazione.

Jìsse ce pìgghje còmete, e jüje a fé ‘u Crìste ammjizze ‘a stréte = Lui fa il comodo suo e io a pazientare in strada.

Evògghje a fé ‘u Crìste, tànde ‘u patrüne nen ascènne!= Hai voglia di aspettare, tanto il proprietario (terriero, che deve pagarti le giornate di lavoro, ti ignora e) non esce di casa.

Pe’ teré ‘nanze ‘a famìgghje sò jüte a fé ‘u Crìste ‘n Germànje = Per provvedere ai bisogni della famiglia sono andato a sgobbare in Germania.

Chi te völe méle, te fé parì ‘u cüle da sotte a sètte cammüse

Ci ti vuole male ti scopre il culo anche da sotto a sette camicie.

Hai voglia tu a coprire (figuratamente) con cura le tue grazie!

Chi ti vuole male è capace di fare malignamente una ricerca talmente accurata e a fondo che qlcs scopre sempre: difficilmente qualcuno si salva da costui.