Škenjille
Škenjille agg. e s.m. = Scansafatiche, sfaticato
Credo che il termine škenjille derivi da “schiena” nel senso di schiena delicata, tanto fragile da non potersi piegare alla fatica…
Uno che ha una schiena così può solo passeggiare per il
Škenjille agg. e s.m. = Scansafatiche, sfaticato
Credo che il termine škenjille derivi da “schiena” nel senso di schiena delicata, tanto fragile da non potersi piegare alla fatica…
Uno che ha una schiena così può solo passeggiare per il
Schéle schéle avv. = Lungo le scale.
Mené schéle-schéle = Lanciare qlcu o qlco lungo la gradinata.
Cadì schéle-schéle = Cadere per le scale.
Tagghjé i capìlle schéle-schéle = Tagliare i capelli maldestramente (come zanne-zanne).
Il risultato disastroso di un lavorante barbiere alle prime armi.
Attunné v.t. = Arrotondare
Smussare, curvare, dare una forma tondeggiante a qlco, rendere simile a un tarallo o a una pagnottella.
Ce l’ho ‘ttunnéte ‘u taralle! = Gli ha dato una bella lezione!
In effetti la frase è un po’ volgare perché è accompagnata da un gesto che unisce i pollici e gli indici delle due mani, come se si formasse un cerchio. Il significato eloquente dice che “gli ha fatto un culo così” (ehm, scusate la volgarità…), ossia gli ha fatto una strigliata o lo ha battuto in un gioco, lo ha fatto soccombere in una lotta corpo a corpo, ecc.
Con significato estensivo, attunné equivale a setué nel senso di mangiare con gusto.
Zanne-zanne agg. = Irregolare
Non riesco a trovare un termine di lingua italiana più appropriato che calzi bene con questo aggettivo che descrive un taglio di capelli mal riuscito a causa delll’imperizia del tonsore.
In effetti i capelli non sono stati tagliati uniformemente, e quelli rimasti scendono formando una cascata irregolare, anche se corti, come tanti grossi denti (‘i zanne) non allineati.
Qlcu dice anche che stanne tagghjéte schéle schéle = sono tagliati a scalette.
Fare un balletto davanti (a qlcu).
Il significato di questo modo di dire è lampante: sono apparenze, ipocrisie, modi melliflui per rabbonire qlcu, falsità belle e buone.
- Te se ‘ncundréte pe Giuànne? l’à salutéte?
- E che, lu facjöve ‘u balle annanze?
= – Ti sei incontrato con Giovanni (con cui non sei in ottimi rapporti)? Lo hai salutato?
- Ma che gli facevo una ipocrita e falsa riverenza?
Con valenza positiva invece si usa cucceljé = coccolare, rabbonire