Mètte au lìbbre ‘i mùrte

Mettere nel libro dei morti

Questa locuzione viene riferita a un oggetto smarrito o a un credito irricuperabile. Ossia non fare più affidamento sul suo ritrovamento o ricupero.

Come se esistesse un libro dove annotare queste perdite (come in contabilità).

Crumatüne

Crumatüne s.f. = Lucido per scarpe.

Una volta era in pasta solida, contenuta in scatolette metalliche rotonde, con il coperchio rimovibile.
Poi sono uscite quelle cremose in tubetti. Ora si adoperano dei tamponi a spugna con un liquido speciale autolucidante.

Ricordo i colori: nero, testa di moro, marrore, rosso, giallo.

Rammento anche il nome delle marche: Tana, Brill, Marga, Guttalin e Sutter.

Credo che crumatüne sia una corruzione della “Crema Tana” = Cröma-Téne.

Da non confondere con cré-matüne = domani mattina

Pazzjé

Pazzjé v.i. = Giocare, scherzare

Comportarsi, esprimersi, parlare, discorrere senza serietà e impegno, facendo scherzi, prendendosi gioco di qcn. o di qcs.

Ma tó pazzjìje o fé all’averamende? = Ma tu scerzi o fai sul serio?

Chi si comporta in questo modo faceto è detto pazziarjille

Ogne àneme desìdere

Ogne àneme desìdere loc.id. = Aspirare

Alla lettera significa: ogni anima desidera.

Ma, cosa desidera? Faccio qlc esempio.

In una numerosa comitiva, c’è un ragazzo (o una ragazza) spaiato. Gli altri sono impegnati nelle loro effusioni, e questo poverino non ha nessuno con cui affiatarsi, resta isolato, immusonito, triste, solitario.

Immancabilmente uno degli amici se ne accorge, e gli fa una domanda un po’ stupida: Cum’ì ca stéje acchessì = Perche sei così (solitario)?

Eh, ogne àneme desìdere. = Eh, ognuno desidera un po’ d’amore.

Altro esempio: quando gli ormoni tumultuano, e si non trova come calmarli, è ovvio che il desiderio sale alle stelle…Ogne aneme desìdere

Altro esempio ancora: io ho un’automobile scassatissima, e come tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni, vorrei averne una che sia un po’ meno catorcio…Beh, ognuno ha le sue aspirazioni: ogne àneme desìdere!

Acciunghéje

Acciunghéje v.t. = Troncare, mozzare, rendere cionco.

Riferito principalmente agli arti: mozzare le mani, rendere monco, sciancare, amputare.

Un’esagerazione in bocca a una mamma che lo dice con stizza rivolto al figlio disubbidiente!

T’ann’acciunghé li méne! = Ti devono mozzare le mani (visto che non stai mai fermo e combini sempre guai)!

T’ann’acciunghé li jàmme, bótte de sanghe ca nen ce vjine! = Ti dovono amputare le gambe (e magari ti venga un’attacco di emottisi) visto che ti chiamo e non vieni!

Ma tutto questo per scopo didattico ed educativo, detto con amore, anche se sembra truculento.