Frósce-e-premöre

Frósce-e-premöre s.m., loc.id.= Colore e primiera

Si tratta di un gioco di carte cui possono partecipare due, quattro o più giocatori, perché, come nel “Sette e mezzo” tutti si misurano con il cartaio per una posta in gioco, solitamente di pochi centesimi.

Da un mazzo di carte da gioco “napoletane” ne vengono distribuite quattro a ciascun giocatore. Se uno di essi ottiene le quattro carte di seme diverso (còppe, denére, spéte o bastöne) vince perché fa premöre = primiera.

Ma se un altro giocatore ottiene tutte e quattro le carte dello stesso seme, raggiunge un punteggio superiore, perché fa frósce, ossia ‘colore’, annulla la vincita dell’avversario e vince la posta in gioco.

Se al primo giro nessuno ha fatto “primiera” o “fruscio”, è consentito sostituire una o più carte.

La locuzione idiomatica fé frósce-e-premöre significa fare l’en plein, ossia guadagnare punteggio pieno, stravincere, ottenere condizioni vantaggiosissime, ecc.

Per esempio:far man bassa di cibo, ripulire il tavolo di tutte le sue leccornie, stipulare un contratto forse vessatorio per la controparte, imporre ad altri condizioni limitative, aver fortuna in un matrimonio con il/la partner abbiente, ecc. ecc.

Qlcn dice con linguaggio moderno: fare Bingo. In dialetto tradizionale si dice: fé tèrne e quatèrne, o anche in altro modo…. [clicca]

Sciaddöje

Sciaddöje s.f. = Sciatto.

Persona dall’aspetto trascurato, trasandato, disordinato. Spec. se si tratta di individuo di sesso femminile, su cui appare ancora più evidente la trascuratezza (pulizia carente, pettinatura scarmigliata e abbigliamento sbracato…puah).

Mariè, aggióstete ‘mi pöche: ‘u vüte ca assemìgghje a ‘na sciaddöje? = Maria, rassettati un po’: lo vedi che sembri una persona trasandata?

Al plurale fa sciaddüje.

Sinonimo: zolla-zolle

Avì ‘ngarnàgge

Avere nelle grinfie, riuscire ad afferrare qlcu che merita una lezione.

Stesse attjinde ca se lu agghje ‘ngarnagge ‘u fàzze a jacce e jöve = Stesse attento, si mantenga alla larga, perché se riesco a beccarlo lo riduco a malpartito.

La locuzione appare molto più simpatica se uno spasimante desidera avì ‘ngarnaggee glielo sussurra alla sua morosa: un’ora sola ti vorrei…

Certamente non la ridurrebbe in polpette ma la riempirebbe di baci!

Sciucarjille

Sciucarjille s.m. = Giocattolo

Alla lettera significa “giochino”, dal modo antico di dire gioco sciùche, poi diventato jùche).

Trastullo per bimbi, per lo più un oggettino nuovo che desta la sua curiosità e la sua attenzione.

Per estensione: inezia, cosuccia, roba di poco conto.

Giarre

Giarre s.f. = Giara

Recipiente di terracotta, dalla bocca larga, della capacità di circa 20 litri, usata per lo più per contenere acqua, detta anche quartére.

Spregiativamente si definiva vòcche de giàrre=bocca di giara qlcu che non sapeva tenere un segreto, o anche semplicemente perché aveva proprio fisicamente una bocca larga.