Jastematöre

Jastematöre agg. e s.m. = Bestemmiatore

Persona che usa sovente bestemmiare senza ragione i Santi, Dio e le cose sacre, come un irritante intercalare.

In modo attenuato si intende anche chi fa uso continuo di turpiloquio.

Mammamöje, Giuànne jì ‘nu jastematöre ca te fé škande! = Mamma mia! Giovanni è un bestemmiatore da far paura.

Al femminile è invariabile, non esiste un termine per bestemmiatrice.
In italiano esiste anche il termine biastematore, sicuramente di origine toscana, molto simile al nostro.

Jastöme

Jastöme s.f. = Bestemmia

Parola o frase ingiuriosa verso la divinità o le cose sacre.

Con valore attenuato, imprecazione, espressione offensiva verso qcs. o qcn.

Rjanéte

Rjanéte s.f. = Pietanza tipica

In Sicilia con questo nome intendono una gustosa focaccia con pomodori, aglio, aggiughe, pecorino e origano.

Da noi rjanéte, che l’origano proprio non lo vede, nonostante il nome da cui potrebbe derivare, è una pietanza tipica garganica cotta al forno, con tante patate a contorno di carne o pesce.

Quella per eccellenza ha per protagonista la seppia, imbottita con un impasto di uovo, mollica di pane sbriciolata. Una volta adagiata sulla teglia, intorno alla seppia si dispongono patate a dischetti, olio, sale, pomodori tagliati a pezzi, aglio e prezzemolo. Durante la cottura nel forno sprigiona un profumo che investe la cucina e si spande addirittura all’esterno di casa.(vedi: Sicce)

Quando non esistevano i forni domestici, si mandavano a cuocere al forno pubblico, e il tragitto di ritorno all’ora di pranzo, provocava l’invidia dei passanti golosi.

Altri protagonisti della rjanéte erano il baccalà o gli involtini (Vedi: cazzemarre e turcenjille) la testina di agnello (Vedi: capuzzèlle) o anche, in ultima risorsa, un polpettone di carne tritata di vitello.