Cavezöne a zumbafùsse

Cavezöne a zumbafùsse s.m. = Pantalone a saltafosso.

È un modo di dire scherzoso per definire un pantalone troppo corto rispetto alla lunghezza delle gambe della persona che li indossa. Quindi pantalone corto sì, ma non nel senso di pantaloncino.

‘U cavezöne a zumbafùsse = Il pantalore a mezz’asta.

Succedeva quando i ragazzi adolescenti crescevano rapidamente, e i loro pantaloni dell’anno precedente purtroppo non crescevano anch’essi in lunghezza.

In ristrettezze economiche lo si lasciava indossare ancora una stagione in modo da farlo logorare completamente.

Quindi gli adolescenti della mia epoca e delle precedenti avevano spesso i pantaloni a zumbafùsse.

Qualcuno, ricordando un certo Raffaele, detto Lallüne, che portava perennemente i pantaloni in cotal guisa (vi piace cotal guisa? eh eh eh…), ha definito lo stile “a mezz’asta” con questo nome, che forse è ancora usato ai giorni nostri: ‘U cavezöne alla Lallüne = Il pantalone alla maniera di Raffaele.

Anche le mutande da uomo con la gambetta (ora si chiamano box) scherzosamente erano chiamate‘u cavezunètte Lallüne = La mutanda (alla maniera di) Raffaele.

Festüne murtecjille vé truànne!

Festicciole e morticini va cercando.

Questo detto va riferito a coloro che non perdono occasione per mangiare a sbafo, anche in senso figurato: cercano tutte le occasioni per divertirsi, spensierati, noncuranti del loro futuro.

In pratica: approfittatori in ogni circostanza.
.
Festicciole va bene: si mangia e si beve! Ma i morticini che c’entrano?

Beh, dopo aver seppellito il corpicino del bimbo, a casa dei poveri genitori delle persone pietose portavano già pronta una una cena consolatoria (vedi: cunzùle).

Ebbene qualche manigoldo non si dava indietro nemmeno in questa circostanza e ne approfittava per rimpinzarsi a ufo.

Vüje düje festüne e murtecjille jéte truànne. = Voi due, feste e festicciole andate scovando per abboffarvi.

Rèzze

Rèzze s.f. = Rezza, pannicolo adiposo

Strato di tessuto connettivo o membrana che avvolge un organo o che riveste una cavità interna del corpo umano e animale.

Mi piace parlare di quello animale….

Specialmente di quello dgli agnelli: la rezza, assieme alle interiora dell’agnello, serve a preparare i gustosissimi turcenjille (vedi: turcenjille e cazzemarre).

Maleppöne

Maleppöne avv. = A malapena

A stento, a fatica, faticosamente, stentatamente, appena appena, non di più, solamente, un poco.

Tóje ha fatte cadì ‘a buttìgghje? Maleppöne l’agghje tucchéte! = Tu hai fatto cadere la bottiglia? L’ho a malapena toccata.

Ha mangéte stasöre? Maleppöne ‘nu becchjire de latte
= Hai mangiato stasera? Appena un bicchiere di latte.

Mişkammìşke

Mişkammìşke s.m. = Miscuglio

Mescolanza confusa e disordinata di elementi disparati.
Per estens.: insieme di persone di condizione, di estrazione differenti.
Figuratamente: accostamento, mescolanza disordinata e confusa di concetti o idee contrastanti.

Agghje accumenzéte a parlé e pò agghje fatte ‘nu miškammìške… = Ho cominciato a parlare, e poi ho detto un guazzabuglio di idee disordinate.

Per comodità di tastiera scrivo talvolta š (Alt+0154) invece di ş (copia/incolla da font)

Deriva dal verbo Meşké (o meşkéje): mettere insieme, combinare, fondere, miscelare, mescere, mescolare.