Canganètte

Canganètte s.m. = Vite

Termine meccanico: vite a gancio o vite a L.

Venivano fissate agli stipiti degli infissi di legno per sostenere il bastoncello delle tendine. Sono di varie misure.

Ora esistono le viti a espansione, con tassello di gomma per le pareti di mattoni forati, detti fisher, ma noi li chiamiamo sempre ‘i canganètte.

Le viti a occhiello hanno il nome simil italiano: vüte a occhièlle

Granéte

Granéte s.m. = Melograno

La pianta di melograno (Punica granatum) è un cespuglio alto fino a 4 m.con fiori di colore rosso vivace, fioritura in giugno-agosto con i caratteristici frutti gradevole dal gusto acidulo.

Questi sono costituiti da una scorza profumata che contiene inumerevoli chicchi rosa, semitrasparenti che racchiudono un nocciolo bianco.

Viene coltivato più per scopo ornamentale (bellissima la fioritura da giugno ad agosto) che per alimento: poca polpa, poco dolce, non piace ai bambini perché ha più noccioli dei fichi d’india!

Con questo nome intendiamo anche un colore rosso scuro, che ora viene detto bordò (dalla città francese di Bordeaux).

Pére e schemmùgghje

Sembra, pare… e poi scopri.

Modo di dire simpatico, equivalente all’italiano gira e rigira, oppure gira e volta, sotto sotto, alla fin fine, ecc.

Insomma sembra tutto ben fatto, ma poi…escono le magagne.

Ho già detto che scumegghjé significa scoprire, sollevare le coperte.

Castréte

Castréte agg. e s.m. = Castrato

Oggi si intende esclusivamente il maschio adulto di ovino, privato dei testicoli per favorirne l’accrescimento rapido. Le carni sono tenere e profumate specie se preparate a ragù.

La castrazione umana è detta evirazione. Chi conosce la storia della musica sa che fino all’inizio del 1900 usavano castrare i bambini prima dello sviluppo in modo che conservassero la voce bianca allo scopo di assegnare loro canti di timbro femminile.

Venivano chiamati sopranisti o evirati cantori. Il più osannato, corteggiato e pagato, fu Carlo Broschi, in arte Farinelli (Andria, 24 gennaio 1705 – Bologna, 16 settembre 1782), una vera star e prima donna….
(Vedi Farinelli)

Spünapùrche

Spünapùrche s.f. = Spina marina

Non riesco a trovare il nome scientifico di questo vegetale marino. Sono spine sottilissime nere, ci circa 1 cm, che si inseriscono forse per sfregamento, tra le squame di alcuni pesci, cefali e sparroni in particolare. Difficili da togliere forse perché conformate a punta di amo.

Credo che qualche pianta acquatica, con la pesca a sciabica o a strascico, veniva a contatto con il pescato e rilasciava i suoi micidiali aculei conficcatti sui pesci.

Le massaie temevano che, durante la pulitura di questi pesci, le spünapùrche trafiggessero la pelle delle loro dita, e perciò non li compravano volentieri. Per sbarazzarsi di questi pesci infestati, i pescatori li vendevano a prezzo vile.