Pettenessèlle

Pettenessèlle s.f. = Pettine

Pettine da taschino usato dai giovanotti eleganti di una volta, che volevano essere sempre impeccabili.

Era riposto un un foderino di cuoio e portato sempre nel taschino della giacca.

Se la loro capigliatura, nonostante fosse impomatata con la brillantina solida, veniva scompigliata dal vento, zac-zac, con due colpi di pettinino ritornava in ordine.

Per essere certi che nemmeno un capello fosse fuori posto, i gagrjille (vedi) si specchiavano ai vetri delle abitazioni a piano terra prima di accedervi…

Pèttene

Pèttene s.m. = Pettine

Questo termine simil-italiano, che in lingua è più generico, indica in dialetto il pettine a denti fitti, usato in tempi passati, quando non esistevano prodotti specifici, per rastrellare uova di parassiti dal cuoio capelluto, comparse a causa della scarsa igiene personale.

Era elegantemente chiamato cos’ anche il pettine lungo a denti corti usato dai barbieri abili nel loro lavoro di taglio dei capelli a sfumatura bassa eseguito in punta di forbici.

T’agghia ‘mbaré e t’agghia pèrde

Ti devo insegnare e ti devo perdere.

È una considerazione un po’ amara che si fa verso qlcu cui si dedica tempo e fatica per insegnargli un mestiere, a cavarsi da difficoltà, a vivere correttamente, a essere scaltri, a saper giocare, ecc.

In partenza colui che insegna queste cose sa che l’allievo presto procederà da solo per la sua via - come è giusto che sia - ma mostrerà scarsa gratitudine verso colui che gli ha dato l’abilità di sapersela cavare.

(vedi Mbaré)

Seffunné

Seffunné v.t. = Occultare, nascondere

Sottrarre un oggetto alla vista o alle ricerche di qcn., riponendolo in un posto adatto allo scopo.

Add’jì ca ha’ seffunnéte ‘i bretèlle möje ca ne li tröve? = Dove hai nascosto le mie bretelle, (dato) che non le trovo?

Secondo me deriva da seffónne = sul fondo (del mare o di qualche tiretto del comò).

A me sembra che siano state nascoste così bene da essere intovabili, come se fossero ‘nfónne = in fondo al mare.

Ùcchje-pescéte

Ucchje-pescéte s.inv. = Congiuntivite

È il nome di una patologia che colpisce l’occhio e si manifesta con abbondante lacrimazione che si raggruma durante il sonno.

Scatenata da agenti esterni, quali polvere o abbagliamento, provoca un fenomeno infiammatorio con conseguente fotofobia, dolore e lacrimazione.

Può anche avere origine batterica per la presenza nel sacco congiuntivale di streptococco o stafilococco, che provocano un’infezione, risolvibille con l’uso di antibiotici appropriati.

Le nostre mamme ci liberavano le palpebre “incollate” dalle cispe (‘i scazzìlle) con acqua borica tiepida.