Mò avv. = Adesso

Dal latino Mox, sinonino di brevi tempore = in breve tempo.

Apprüme nen te lu vulöve düce, ma mò te lu düche: quande sì stóbbete! = Prima non te lo volevo dirlo, ma adesso te lo dico: quanto sei stupido!

E tóje mò te ne vjine?
= E tu adessi te ne vieni?

Mbrugghjapùrche

Mbrugghjapùrche agg. e s.m. = Imbroglione

Che imbroglia, che raggira. Lestofante di bassa lega, dotato di scarsa furbizia. Insomma che non è capace nemmeno a portare a termine le sue azioni di raggiro.

‘U canósce chi ca jì códdu ‘mbrugghjapùrche? = Lo conosci chi è quel lestofante?

Sartóscene

Sartóscene s.f. = Tartaruga

Detta anche Sartójene = testuggine

Rettile (Testudo hermanni) con carapace lungo fino a 26 cm, diffuso nell’Europa meridionale e allevato spec. nei giardini, comunemente detto tartaruga.

La mamma jì vertuöse e la fìgghje jì cüle töse

La mamma è così virtuosa e (invece) la figlia è “culo teso”.

Culo teso può indicare schiena dritta, ossia che non si piega e non si presta a fare lavori domestici.

Smentisce il proverbio “talis pater“…tale padre, tale figlio. Forse vale solo per i difetti!

Perchjàcche

Perchjàcche s.f. = Erba porcacchia, Portulaca, Porcellana

Pianta spontanea (Portulaca oleracea)conosciuta anche nell’antico Egitto come erba officinale.

Poiché si dava ai porci mescolata ad altri alimenti nel pastone di svezzamento, nel medio evo ara chiamata erba porcaccia o porcacchia; col nome di erba porcellana è tuttora conosciuta nell’Italia Centrale.

Da noi viene chiamata anche precchjàzze.

E’ un’erba invadente, comunissima. La si ritrova negli orti, vicino alle macerie, lungo le strade e i sentieri delle regioni calde. Fiorisce in estate fino alla fine dell’autunno.

È ritenuta popolarmente come antielmintica, depurativa, diuretica. Può essere usata cruda in insalata, sola o insieme ai pomodori, oppure cotta per preparare frittate o nelle minestre.

I rametti più carnosi si possono tagliare a pezzetti e, messi sotto aceto, consumati al pari dei capperi.

È anche sinonimo di pecciöne nel senso di apparato genitale esterno femminile.

Perciò la domanda sorge spontanea:

Cum’jì ca quest’èreve ce chjéme ”a perchjàcche?” = Perché quest’erba si chiama così?

La risposta è lapalissiana:
Pecché jì saprüte! = Perché è gustosa!!!