Şkattamjinde

Şkattamjinde s.f. = Dispetto

Gesto compiuto espressamente per infastidire, per danneggiare qcn. o qlco; sentimento di astio, di contrarietà.

L’agghje ditte de sté cìtte ma ’sti desgrazzjéte ‘u fanne a şkattamjinde = Ho detto loro di stare zitti, ma questi mascalzoni lo fanno a dispetto (a non zittirsi).

Si può dire anche a crepé ‘ngurpe

Mmìdje

Mmìdje s.f. = Invidia

Dolore per il bene altri. E’ uno dei vizi capitale. Sentimento di astio, ostilità e rammarico per la felicità, il benessere, la fortuna altrui

Ora i ragazzi che hanno frequentato le scuole dell’obbligo, magari dicono ‘nvìdje, ma non è vero dialetto.

Poiché sono due versioni omofone, si potrebbero usare due grafie diverse: la ‘mmìdje o l’ammìdje

Mètte

Mètte v.t. = Mettere

E’ uno di quei verbi tuttofare che può essere sostituito, per una maggiore proprietà di linguaggio, con altri verbi.

Infatti, a secondo di come va la frase, puo usare:
Porre, collocare, disporre, applicare, aggiungere, inserire, infilare, indossare, installare, e forse altri.

Nel nostro dialetto ha un significato in più: nella forma riflessiva significa fare di cognome.

Mimì Jajanne ce mètte Carmöne = Mimmo, il figlio di Jajanne, fa di cognome Carmone.

Tonü’, ne m’arrecorde, tó accüme te mìtte? = Tonino, non mi ricordo, qual’è il tuo cognome?

‘U nöme müje jì Bartelumöje e me mètte Guèrre. = Il mio nome è Bartolomeo, e il mio cognome è Guerra.

Addumànne all’acquarüle: l’acque jì frèşke?

Chiedi all’acquaiolo se l’acqua è fresca.

È una domanda oziosa, retorica, di cui si conosce già la risposta.

Questo si dice quando qualcuno vanta se stesso o i propri prodotti.

Sarebbe come se qlcn chiedesse a Tarzan se il pesce che ha sul suo banco al mercatino è fresco: che cosa risponderà il nostro simpatico pescivendolo secondo voi?