Menjille

Menjille n.p. = Carmine

Diminutivo del nome proprio Carmine (ossia Carmenjille)affibbiato ad un altro titolare di cantina. Poi è diventato un soprannome.

Ricordo che questo signore fece arrivare per primo nella sua osteria un vino marsalato siciliano dolce e profumato.

Costava qualcosa in più dei robusti vini pugliesi, ma la domenica era quasi un obbligo ricorrere alla specialià di Menjille!

Ciumarjille

Ciumarjille s.f., sopr. = Cavolfiore

Ho lanciato come spiegazione “cavofiore” perché in diletto fa cjüme = Cima, e il dim. cemarèlle o ciümarèlle = cimetta.

Evidentemente il soprannome è stato coniato al maschile :Cjumarjille!

Mitica cantina, osteria con cucina degli anni ’30, attiva fin agli anni ’70.

Deriva forse da ‘sumarjille‘, asinello.

Catalògne

Catalogne s.f., sopr. = Cicoria Catalogna

1) Ortaggio coltivato (Cichorium intybus, var. foliosum), detta Cicoria Catalogna o Cicoria asparago di Gaeta, più dolce e più grossa dell’amara cicoria campestre (Cichorium intybus).

Proprio per distinguere l’una dall’altra, quella dell’orto viene comunemente chiamata Catalogna, dalla regione Catalana da cui proviene.

Ci sono comunque almeno due tipi: uno più alto ed eretto, il quale essendo più amaro si presta meglio alla cottura; l’altro più basso, a costa larga, i cui germogli (turioni) si nascondono all’interno del cespo, sono buonissimi da mangiare crudi e sono noti come puntarelle, diffusi anche nella cucina campana e cucina romana.

2) Nomignolo affibbiato a un certo Catalano (abitante o originario della Cataluña = Catalogna), sarto e suonatore nella banda cittadina, il cui cognome significa proprio originario di quella Regione spagnola.

Cecchetogne

Cecchetogne n.p., sopr. = Francesco-Antonio

Deriva da due nome propri uniti, Francesco-Antonio, poi passati a Cecco-Antonio, in dialetto Cecche-’ndònje, e quindi Cecchetogne.

Cavezettére

Cavezettére s.inv. = Calzettaio/a

Chi produce o vende calze, chi lavora in una fabbrica di calze, chi ripara, rammenda calze.

Il soprannome deriva dal mestiere di una signora che confezionava in casa le calze (‘i cavezètte) e i guanti di filo con la macchina da maglieria.