Azzuppé

Azzuppé v.t.= Inzuppare

Immergere in un liquido in modo da imbevere completamente.

Pecchè te mange ‘u péne senza njinde? Alumöne azzùppele jìnd’u latte = Perché mangi il pane senza alcunché? Almeno inzuppalo dentro il latte.

Recchjöne

Recchjöne agg. e s.m. = Omosessuale, pederasta

Ha una valenza negativa, retaggio degli anni passati.

Oggi si dice gay, che in inglese significa allegro, disinvolto. La parola nascerebbe come acronimo di Good As You (G.A.Y.), cioè “buono/valido quanto te”.

Se qualcuno mostra tendenze omosessuali non desta più ostracismo come nel secolo scorso. La civiltà, la maturità raggiunta suggerisce che i gusti sessuali dei gay devono prescindere dalla sua persona, dalla sua cultura e dalla sua intelligenza: insomma se uno è recchjöne, i suoi gusti sessuali riguardano solo lui.

Fenòcchje

Fenòcchje s.m. = Finocchio

Ortaggio commestibile di forma più o meno tondeggiante, colore bianco verdastro e sapore fortemente aromatico: finocchi al burro, gratinati, in pinzimonio.

La pianta (Foeniculum vulgare), è coltivata per ottenerne le brattee basali, spesse e scanalate, che costituiscono tale ortaggio.

Il termine “finocchio”, è stato utilizzato per denotare spregiativamente un uomo con atteggiamenti femminili o tendenze omosessuali. Il termine, originariamente usato per indicare qualcosa di scarso valore, avrebbe poi assunto il significato di “persona di poco valore, spregevole” e quindi secondo la mentalità del secolo scorso, di omosessuale.

Al plurale fa fenócchje con la “o” stretta.

Sguascianéte

Sguascianéte agg. = Sformato

Specificamente: deforme nella persona, per l’eccessiva grassezza dovuta a ingordigia o a malattia.

Deriva dal verba sguascianàrece. Va bene per i piedi che non entrano più nelle scrpe, per le ciabatte o le maglie deformate per il lungo uso.

Crescènde

Crescènde s.m. = Lievito naturale

Il lievito naturale si ottiene per l’acidificazione dell’impasto di acqua e farina e si usa nella panificazione perché è in grado di provocare un processo di fermentazione.

Quello artificiale usato nei panifici moderni è il lievito di birra, costituito dalle colonie di un microrganismo, il “Saccharomices cerevisiae”, ottenuto per fermentazione.

Il termine è di etimologia facile: proviene da crescere, che fa crescere (la pasta del pane).

Quando tutte le famiglie facevano il pane in casa, usavano conservarne un poco in una ciotola. Se lo prestavano l’un l’altra man mano che avevano necessità di impastare.

Era considerato sacro come il pane, tanto è vero che spesso, come si vede nella foto, veniva segnato con una croce. Prima ancora di iniziare l’impasto occorreva ringraziare il Signore con una silenziosa preghiera sopra il lievito e sopra la farina.

Crescènde è usato anche come soprannome.

Foto di Gigi Lombardozzi.