Fìgghje de jatta ‘ngappa sórge

Figlio di gatta acchiappa topi.

Che può fare un figlio di gatta se non acchiappare i topi?

Téle pétre, téle figghje, vedènne facènne.

Tale il padre, tale il figlio: vedendo, facendo.

Mi sembra che i latini dicessero da secoli talis pater, talis filius (aiuto, ho dimenticato il latino…va bene così? Disse Wojtyla: “Se mi sbaglio, mi corrigerete”!).

So’ tappe d’u stèsse legnéme

Sono tappi fatti del medesimo legno.

Si profferisce questo proverbio quando due persone hanno gli stessi gusti e combinano le medesime marachelle.

U ragne vé truanne ‘u cumbagne.

Il ragno va cercando il compagno.

Ovviamente ognuno aspira ad incontrare un suo simile, per fatale attrazione naturale.

Simile cerca simile

Si cita questo proverbio quando ci si accorge che qualche soggetto con la cattiva nomea, si associa con un altro bel tipo, una altra “bella pelle”. Ovviamene se ne andranno cocchja.cocchje.

Sendènze

Sendènze s.f. = Maledizione

È ammessa anche la pronuncia sendènzje.

Non ha nulla a che vedere con il termine simile italiano “sentenza”.

La sendènze è un’invocazione di male, di sventura su qcn. o qcs..

Molto temuta dalla maggior parte delle persone che avevano avuto un diverbio.

Roba che ora ci fa sorridere…Difatti qualche progressista dell’epoca coniò un proverbio sulla sendènzje grosse.