Facciulètte

Facciulètte s.m. = Fazzoletto

Si distingue dal fazzoletto da naso, detto propriamente maccatüre.

Facciulètte indica quello usato delle donne per coprirsi il capo o per ripararsi dal sole e dal freddo, o per rispetto al luogo sacro quando si recano in Chiesa o al Cimitero.

Ricordo che in epoca pre-conciliare le donne potevano entrare in chiesa solo con la testa coperta, magari anche con un velo possibilmente nero, e gli uomini dovevano sempre togliersi il copricapo.

Mia nonna, classe 1876, non si toglieva mai il fazzoletto nero dalla testa. Io ricordo che, nelle giornate torride, invece di legare due angoli del fazzoletto piegato a triangolo sotto il mento come faceva abitualmente, se li passava sulla sommità del capo semplicemente appoggiati, proprio per non soffocare dal caldo.

Questa maniera di portare il fazzoletto probabilmente si chiamava a la rezzöne = all’Arizona, ma non ne sono certo.

Vi prego di informarvi presso le vostre nonne e fare una replica così rettifichiamo eventuali dubbi.

Copra-mesèrje

Copra-mesèrje s.m. = Soprabito

Significato letterale: copri-miseria.

Così spiritosamente, compatibilmente con le condizioni di indigenza in cui realmente si viveva, era chiamato un qualsiasi soprabito o cappotto o pastrano che si indossava d’inverno.

Il vestito di sotto spesso era lacero o rattoppato, perché le condizioni di miseria purtroppo non consentivano l’acquisto di altri capi d’abbigliamento.

Il lodato copra-mesèrje nascondeva pietosamente tutto e con quello si poteva ostentare una certa dignità nella povertà, almeno all’apparenza..

Gregnéle

Gregnéle s.m. = Latterino

Con il nome di latterino (Atherina boyeri), si identificano dei piccoli pesci come dalla forma simile alle alici.
Hanno il corpo affusolato e la pelle ricoperta da piccole squame.
Presentano il dorso verdastro con riflessi metallici, il ventre bianco latteo e sui fianchi fascia argentea brillante.

Fastidioso da pulire, ma squisito specialmente preparato in frittura.

Senéle

Senéle s.m. = Grembiule

Indumento indossato, spec. da chi cucina, per coprire la parte anteriore di un abito, dal petto o dalla vita in giù, per proteggerla dallo sporco.

Anche i fabbri adoperano un grembiule di tela spessa o addirittura di cuoio, per ripararsi dalle faville della forgia.

Add’jì ca sté góste, ‘nce sté perdènze

Dove c’è gusto, non c’è perdita.

Se una cosa piace a me, mi garba, è di mio gusto, non deve interessare agli altri, che non hanno nulla da perdere.

La tua libertà finisce esattamente dove comincia la mia libertà.