Scarpiöne

Scarpiöne s.m. = Geco

Piccolo rettile simile a una lucertola, appartenente alla fam. dei Geconidi (Tarentola mauritanica) di color grigiastro o bruno, innocuo e insettivoro.

Ha abitudini notturne. Ha caratteristiche dita a spatola munite di lamelle adesive che gli permettono di arrampicarsi sulle pareti lentamente.

Tipico delle zone temperate mediterranee. Erroneamente a lungo ritenuto velenoso per il suo aspetto orribile, diverso dalla elegante e guizzante mamàngele= lucertola.

Nulla a che vedere con lo scorpione cui assomiglia solo nel nome.

Reggjitte

Reggjitte s.m. = Riposo

Riposo, quiete, tranquillità, serenità.

Ne sté fèrme ‘nu menüte, ce möve sèmbe, nen pöte trué reggjitte, e che ca…! = Non sta fermo un minuto, si muove sempre, non può trovare quiete. E che diamine!

Reggetté

Reggetté v.t.
= Inumare, seppellire ma anche sistemare, collocare, piazzare, mollare.

Sii riferisce alla salma che viene deposta definitivamente in un loculo definitivamente.

Usato illogicamente anche in forma riflessiva: puverjille, ce jute a reggetté = poverino, si è andato a seppellire.

Come se il morto fosse andato a mettersi da solo nella nicchia.

Deriva da reggjitte, nel senso di calma, pace, riposo.

R.I.P. = Requiescant in pacem, riposa in pace, truve reggjìtte.

Altro esempio: m’hanne reggettéte ’stu ‘mbìcce, e vàttela sbrùgghje = Mi hanno mollato questa fastidiosa incomberza, e vattela a sbrogliare.

Scaramöne

Scaramöne s.m. = Scarafaggio

Lo scarafaggio (Blatta orientalis) è un insetto della fam. Blattoidea tra i più comuni e fastidiosi, capaci di nutrirsi di ogni tipo di alimento ed in caso anche di una grande varietà di materiali organici.

Sono attivi principalmente durante la notte, mentre di giorno si riparano in genere, nelle crepe dei muri, intercapedini soprattutto in cucine, bagni, perché prediligono i luoghi umidi.

Al plurale fa scaramüne

L’unico modo per combatterli era di rincorrerli e schiacciarli con la suola della scarpa… (ózze!). Con l’avvento delle truppe alleate alla fine della guerra, si sono diffuse nella città delle bombolette spray di insetticidi al DDT, e una puzzolentissima polvere (‘a pòlve ‘i scaramüne) che si spargeva sul pavimento, agli spigoli con le pareti.

Sbacandé

Sbacandé v.t. = Svuotare

1) v.t. = Privare del contenuto: una cisterna, un serbatoio, un cestino, un ripostiglio.
Agghje sbacandéte tutt’i taratüre d’u chemò = ho svuotato tutti i tiretti del comò.

2) v.rifl. = Diventare vuoto.

L’agghje ce sbacànde quann’arrüve magge = l’aglio si svuota quando arriva maggio.

Ci jì sbacandéte a pescjüne? No ce vole tjimbe = Si è svuotata la cisterna? No ci vuole tempo.

Alcuni, collegando all’aggettivo vacande = vacante, vuoto, dicono svacandé, ma il vero manfredoniano è, come l’ho sempre sentito, sbacandé.