Cazze

Cazze s.m. = Pene

Apparato genitale esterno maschile. Il pene è l’organo riproduttivo maschile, costituisce l’ultimo tratto delle vie urinarie, e viene chiamato anche membro virile.

Viene usato nel linguaggio normale quale rafforzativo di un concetto, o come senso di impazienza, senza pensare a tanti sofismi sul significato:

Che cazze vé truanne? = Chi stai cercando? (Si vede che è nervoso?)

Addu cazze stéje ‘stu cazze de ‘mbrèlle? = Dov’è finito l’ombrello? (Si nota che ha fretta?)

C’jì presentéte cazze cazze = Si è presentato senza essere stato invitato (Si vede che è infastidito?)

‘Stru càzze ‘mpernacchiéte = Questo minchione addobbato con pennacchi (Si vede che è ridicolo e sciocco?)

Si’ proprje ‘nu chéca cazze = Sei proprio un rompiballe

Ha purtéte ‘sti cazze de dìsche? = Hai portati questi accidenti di dischi?

Töne ‘a chépe de càzze = Costui ha la testa senza discernimento, senza cervello, come un glande.

Grazzje au cazze! = Ti ringrazio per quello che mi stai dicendo, ma io lo sapevo già da tanto tempo. O anche: è ovvio che le cose siano così, non c’è bisogno di intervenir: hai fatto la scoperta dell’acqua calda! (Quelli più fighetti dicono: Grazzje a Orazzje = Ringraziamenti al sig. Orazio)

Gli esempi possono continuare all’infinito: la fantasia non ha limiti.

Curiosità: il sostantivo in lingua italiana pene, dal latino pènem, acc. di pènis, probabilmente è stato costruito sul verbo latino/italiano pèndere. Quindi “pene” = quello che pende, che penzola.

Con il beneplacito dei maschietti che si vantano tanto delle loro capacità di sostenere prolungate erezioni….

Frègne

Frègne s.f. = Vulva

Insieme degli organi esterni dell’apparato genitale femminile.

Il termine è piuttosto rozzo e di estrazione contadina.

Usato spregiativamente per apostrofare un fessacchioto: ‘stu frègne! = questo sciocco.

Credo che sia usato solo dagli over 70.

Il termine è di origine abruzzese. È passato alla parlata locale a causa dei contatti con i pastori d’Abruzzo che menavano le loro pecore al Tavoliere per l’inverno, durante la secolare transumaza.

Cucìvele

Cucìvele agg. = Cottoio

Cottoio, è riferito a legumi di facile cottura e anche ai soggetti molto facili all’innammoramento. “Sti fasule so pròpete cucìvele!”

Prèscje

Prèscje s.f. = Prescia, fretta

Prescia, termine accettato anche in lingua italiana, trova applicazione solo nell’Italia centro meridionale.

Deriva dal francese empresser = affrettarsi, premurarsi, darsi da fare.

Difatti i Napoletani dicono Uagliù, facite ampresse, vuttàte ‘e mmane = Ragazzi, fate in fretta, non state con le mani in mano.

Fòlle

Folle s.f. = Folla, fretta

1) Folle = grande quantità di persone riunite in un luogo.
Ha’ fàtte ‘u begliètte? No chiu ‘natu poche, mo’ sté ‘a folle = Hai comprato il biglietto? No, fra poco, ora c’è ressa.

2) Folle = desiderio o bisogno di concludere con grande rapidità ciò che si sta facendo o che si sta per fare. I più anziani dicono fòdde.

Nen ce fànne ‘i cöse folla folle= Non si fanno le cose in fretta. Calma!