Zìppere

Zìppere s.m. = Stecco, Zipolo

Lo zipolo è un bastoncino di legno con un’estremità leggermente appuntita. È usato specialmente per otturare il foro di spillatura delle botti.

Nei lavori campestri prende questo nome uno stecco di legno, anch’esso appuntito, che serve a bucare il terreno per inserirvi i semi di piselli, di fave, ecc.

Il termine è di origine longobarda e deriva dalla voce antica zippel e dalla sua successiva italianizzazione zippa, che significa estremità appuntita oppure cuneo.

Dallo stesso etimo origina anche il termine italiano zeppa.

Qlcu pronuncia zìppre in due sillabe, zìp-pre. Ritengo più corretto il trisillabo zìp-pe-re.

Evògghje

Evògghje avv. = Certamente, Sicuro, Altroché

Esiste ancora l’antica variante “Avìsse vògghje!” = Avessi tu tanta voglia…

E’ una risposta ovvia e positiva ad una qualsiasi domanda proveniente dall’interlocutore.

Giuà, te piàcene i ciammarüche? Evògghje! = Giovanni ti piacciono le lumache? Altrochè!

Ma a ’stu pajöse ce jüse a ballé de Carnevéle? Avìsse vogghje! = Ma a questio paese si usa ballare a Carnevale? Avessi tu voglia (di ballare)!

Canusce alla mamme de Frangische? Evògghje! = Conosci la madre di Francesco? Certamente.

Paténe

Paténe s.f. = Patata

La patata (Solanum tuberosum) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanacee.

La parte commestibile della pianta è il suo tubero.

Tra i mille modi di cucinare la patata da noi trova il suo maggior successo nella specialità detta rjanéte (al forno con seppie, o baccalà, o testina di agnello, ecc)

Murtéle

Murtéle s.m. = Mortaio

Recipiente di metallo, legno o altro materiale duro, utilizzato per ridurre in frammenti, polvere o poltiglia sostanze varie con un pestello dello stesso materiale.

‘U murtéle e ‘u pesatüre = Il mortaio e il pestello

Pesatüre

Pesatüre s.m. = Pestello

Utensile di metallo o di legno usato per pestare nel mortaio materiali di varia natura.

Per sinèddoche si intende anche mortaio (‘u murtéle).

Cuncè, ‘mbrjisteme ‘nu pöche ‘u pesatüre = Concetta, prestami un po’ il mortaio.