Fessarüje

Fessarüje s.f. = Fesseria

Stupidaggine, cretinata; per estens. cosa da nulla, sciocchezza, barzelletta.

Cunté fessarüje = Raccontare barzellette, o anche raccontare cose non vere.

Fessjé

Fessjé v.t. = Burlare

Prendere in giro qlcu. canzonare.

Altro modo: Pegghjé pe’ fèsse=Prendere per fesso, canzonare.

Curtìgghje

Curtìgghje s.m. = Cortile

Area libera, scoperta, interna a un edificio o compresa tra più edifici contigui.

Terreno di giochi, protetti dal traffico, per i bambini del vicinato, prima dell’avvento della televisione..

Pesìlle

Pesìlle (o Pesìdde)s.m. = Pisello

E’ una pianta della fam. delle Fabaceae (Pisum sativum) il cui semi, sferici e verdi, sono commestibili e piuttosto dolci.

Una volta si conservavano secchi o in scatola: Orasono diffusissimi quelli surgelati.

Da noi si preparano con la pasta e con la seppia.

Féfe

Féfe s.f. = Fava

Pianta erbacea della fam. delle Fabaceae (Vicia faba) con fusto eretto, foglie paripennate, fiori bianchi o violacei e semi schiacciati a forma di rene contenuti in baccelli.

Il seme è commestibile. Di colore verde o bruno, di forma appiattita, che si mangia fresco o secco.

La tradizione vuole che il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre – forse perché la loro forma tondeggiante, ci fa ricordare gli occhi estirpati alla povera Lucia nel suo martirio – si consumino le fave lessate con tutta la buccia, dette féfe aggraccéte, ossia aggrinzite, perché così si presenta la corteccia dopo aver tenuto le fave in acqua per tutta la notte prima della bollitura e per effetto della cottura.

Insomma la fava si presenta con delle minuscole pieghe o ondulazioni, aggrinzita, “arricciata”.

Si preparano anche arrostite, sempre con tutta la buccia. Si mangiano come i bruscolini o il pop-corn, ossia per passatempo. Ma è un passatempo solo per coloro che hanno denti robusti…

A me spaccherebbero la dentiera! ‘Nziamé!.

C’era un tale che si piazzava con un suo scanno davanti al cinema Fulgor e vendeva fave e ceci arrostiti in coni di carta.