Ciaccapröte

Ciaccapröte s.m. = Rullo compressore.

Ammessa anche la dizione Acciaccapröte (= schiacciasassi)

Macchina semovente con pesanti rulli al posto delle ruote, che schiaccia e spiana il fondo stradale.

Per un’azione più efficace esistono quelli vibranti.

Il fondo stradale così costipato chiamasi MacAdam cementato.

Significato letterale: schiaccia pietre.

Trappetére

Trappetére s.m. = Frantoiano

Operaio addetto al funzionamento e alla manutenzione del trappüte = frantoio oleario.

Generalmente lo vedevamo con gli abiti unti e bisunti a causa del contatto con l’olio e i macchinari del frantoio.
Ora con i frantoi moderni indossano per precauzione un bel camice bianco, come i macellai e i medici ospedalieri e usano solo leve e interruttori elettrici

Chjarüle

Chjarüle s.m. = Schiaritore

Qualcuno usa chiamarla anche chjaródde.

I due termini, se non vado errato, dovrebbero riferirsi a quella bottiglietta di olio che i cacciatori di favolli (’i pelöse, per capirci, i granchi) portano appesa a collo.

Con l’ausilio di una penna di gallina, spargono sulla superficie increspata del mare, qualche goccia di olio per chiarire l’acqua e per vedere meglio le tane quindi stanare le pelöse.

Quindi il termine deriva da chiaro, chiarire.

Pelöse

Pelöse s.f. = Favollo

Si tratta di una specie di granchio più grande e robusto di quelli descritti alla voce “ràngeche”

Favollo (Eriphia verrucosa) appartiene alla famiglia delle Xanthidae. Si riconosce facilmente per le dimensioni, la forma robusta con le chele asimmetriche, il colore rosso anche acceso.

È particolare la dentellatura fine e frastagliata del bordo anteriore del carapace.

Viene catturato perché faccia da esca, legato vivo ad una pertica, per stanare i polpi in modo che il cacciatore possa arpionarli.

E pensare che per stanare la pelosa c’è voluto un pezzo di polpo!

Fatte i cazze tüje, e chi te lu fé fé…

Fatti i fatti tuoi, e chi te lo fa fare…(a immischiarti in quelli altrui?)

Badare agli affari propri è un atteggiamento egoistico, ma quanto meno riuspetta la privacy altrui.

A volte, simpaticamente, proprio per dimostrare di non voler interferire nela sfera del privato altrui, si premette a qualsiasi domanda questa specie di salvaguardia:

No pe sapì ‘i cazze tüve, ma pe regularme i müje, tó che fé?…= Non per sapere i fatti tuoi, ma per regolarmi di conseguenza, tu che fai?