Navìchele

Navìchele s.f. = Culla

Culla, lettino per neonati, di solito a dondolo.

Dal dizionario etimologico italiano, alla voce navicella:

Dal latino NAVIS = nave, diminutivo NAVÍCULA = navicella

Ogni sorta di oggetto (vaso, cesto ecc.) fatto a foggia di nave. Per esempio anche il paniere sospeso sotto gli aerostati, e quindi anche la nostra culletta.

Jagnéle

Jagnéle s.m. = Molare

Ciascuno dei denti masticatori dell’uomo o dei mammiferi; nell’uomo, sono i tre denti inferiori e superiori in fondo e ai due lati alla bocca.

Me so’ teréte ‘nu jagnéle = Mi sono cavato un molare.

Vale sia in senso materiale, con un intervento del dentista, sia in senso figurato per indicare che si è sostenuta una grossa spesa.

In italiano si dice un occhio della testa un costo esorbitante (ex orbita, fuori dall’orbita oculare)

Jalle

Jalle o jallócce o jaddócce s.m. = Gallo, galletto

Uccello domestico, maschio della gallina, con grande cresta e piumaggio vistoso specialmente nella coda.

Modo di dire, riferito ai Foggiani, che festeggiano il 15 agosto: Sanda Marüje ‘nu jallócce a tèste = Santa Maria, un galletto a testa. Non si bada a spese!

In tempo di ristrettezze, un pollo a testa era ritenuta una biasimevole enormità.

Zaràffe

Zaràffe s.m. = Faccendiere, affarista

Costui si improvvisava mediatore e procacciatore di affari, organizzava incontri, gioco d’azzardo e festini, proponeva locazioni di immobili, procurava facchini, prostitute e falsi testimoni, indirizzava gli automobilisti verso certi meccanici fidati, conosceva i gommisti, i vetrai, i ristoranti e i fittacamere di assoluta fiducia, ecc.

Insomma rispondeva a qualsiasi richiesta, li vedevi spuntare miracolosamente se ti trovavi in difficoltà, per risolvere immediatamente i tuoi problemi. Dietro compenso, naturalmente.

Poco chiaro, un po’ losco, un po’ bandito, spesso e volentieri rifilava un bidone a qualche malcapitato.

Viveva del compenso che riusciva ad ottenere da ognuna delle sue “disinteressate” consulenze.

Il termine ha valenza molto negativa.