Trjìmete

Trjìmete s.m. = Pesce torpedine

Pesce (Torpedo marmorata) appartenente alla fam. dei raidi. Ha il corpo appiattito a disco, bocca ventrale.
Vive nei fondali bassi. E’ un po’ simile alla Razza e tramortisce le sue prede con scariche elettriche di notevole entità.

La scossa è avvertita dagli umani come un tremore (da cui il nome che significa tremito)

Ha carni molli e commestibili. Nella cucina manfredoniana viene preparato in teglia, con olio, aglio, prezzemolo e mollica di pane sbriciolata: ‘U trjimete ammullechéte = il pesce torpedine ricoperto di mollica.

Türa-jagnéle

Türa-jagnéle s.m. = Cavadenti.

Un tempo, praticone che toglieva e curava i denti malati.

Costui esercitava a domicilio la sua azione ai malcapitati pazienti, perché non poteva avere un ambulatorio dentistico vero e proprio come lo intendiamo noi.

Il termine è composto da Türa = da tirare (non turare), cavare, estrarre e jagnéle = dente molare.

Questa “professione” gli è valso il soprannome

Türabusciò

Türabusciò s.m. = Cavatappi

Termine derivato dal francese “tire bouchon” (che si legge tir-busciò) ed ha lo stesso significato.

Si dice, con leggera modifica di pronuncia, anche tirabusciò

Tatócce

Tatócce s.m. = Il fratello maggiore.

Il fratellone in assenza del papà, imbarcato sui mercantili, o emigrato, ne fa le veci e si assume le responsabilità di capo famiglia (= piccolo tatà, versione arcaica di babbo, come per dire babbino).

Scherzosamente si usava dire anche rivolgendosi ad amici più giovani: Sjinte a tatócce, ssà lu jì, ne lu dànne avedènze = ascolta tuo fratello maggiore, lascialo perdere, non gli dare retta!

Taleföne

Taleföne s.m. = Delfino.

Nome comune di varie specie di mammiferi marini, con pinna dorsale ben sviluppata, caratteristico muso a becco, cervello particolarmente voluminoso.

Prima dell’epoca di Filippo il delfino era temuto dai pescatori per gli squarci che, se imbrigliato, arrecava alle reti nel tentativo di liberarsi.