Zacquére
Zacquére s.m., agg. = Zotico
Grossolano e sgarbato, villano,
Tipo rustico, ignorante, a disagio nella vita di città.
Zacquére s.m., agg. = Zotico
Grossolano e sgarbato, villano,
Tipo rustico, ignorante, a disagio nella vita di città.
Vuccjire s.m. = Beccaio, macellaio
Chi vende la carne delle bestie macellate in una macelleria e anche chi macella le bestie.
Ero convinto che il termine derivasse da vicce = tacchino, e invece ho scoperto che viene dal francese boucher (leggi buscé)= macellaio.
Al femminile, l’addetta al banco di vendita o la moglie del macellaio è detta ‘ a vuccjöre = Macellaia.
Ricordo che la moglie di Pasqualüne ‘u vuccjìre (Pasquale Arena), era chiamata semplicemente Chelüne ‘a vuccjöre = Michelina la macellaia.
Vucciarüje s.f.= Macelleria, beccheria.
Negozio, bottega o reparto di un mercato o di un supermercato adibito alla vendita di carni macellate.
Viene dal francese boucherie (leggi: buscerì)= Macelleria.
Dentro il negozio opera ovviamente ‘u vuccjirem detto anche chjanghjire.
Vamméne s.f. = Levatrice
Ostetrica, levatrice.
Nei tempi in cui tutte le donne partorivano in casa la mammana era preziossima per la sua lunga esperienza.
Tutte le puerpere la chiamavano “comare”, come se avessero un vincolo speciale con lei.
Io ricordo le più note fino agli anni ’50: cummére Verèlle = comare Vera, e Cummére Marije Tunnjìlle. Non so se hanno ancora esercitato in epoca successiva.
Maledizione alla levatrice!
Un’imprecazione diffusa e simpatica è anche: Maledezzjöne, alla vamméne!
Türa-jagnéle s.m. = Cavadenti.
Un tempo, praticone che toglieva e curava i denti malati.
Costui esercitava a domicilio la sua azione ai malcapitati pazienti, perché non poteva avere un ambulatorio dentistico vero e proprio come lo intendiamo noi.
Il termine è composto da Türa = da tirare (non turare), cavare, estrarre e jagnéle = dente molare.