Mezzöne
Mezzöne s.m. = mozzicone, finta.
1) – Il mozzicone di una candela o la cicca di una sigaretta.
2) – Finta di corpo. Fé ‘u mezzöne = sgattaiolare e sgusciare da un inseguitore con una finta, eludere una minaccia.
Mezzöne s.m. = mozzicone, finta.
1) – Il mozzicone di una candela o la cicca di una sigaretta.
2) – Finta di corpo. Fé ‘u mezzöne = sgattaiolare e sgusciare da un inseguitore con una finta, eludere una minaccia.
Justenèlle s.f. = Trigliette
Pesce del Mediterraneo (Mullus surmuletus); ha dimensioni piccole e medie, colore rosso, pinne dorsali corte ed è ricercato per la bontà delle sue carni. Quelle più giovani, di dimensioni minori, da noi si chiamano così perché si pesecano in abbondanza e compaiono sul mercato a partire dal mese di agosto (da cui il nome, che significa agostinelle).
Un po’ più grosse sono dette mezzéne = mezzane, medie
Le triglie vere e proprie si chiamano trègghje
Mèzze-fainèlle s.f. = Busiati, maccheroncini
Alla lettera significa mezza carruba. Sono chiamati anche, quando superano i 5 cm di lunghezza, maccarungiüne a ferrètte
Si tratta di maccheroni di grano duro realizzati con l’aiuto di un apposito ferretto a sezione quadrata, o di un sottile stelo di giunco.

Dall’impasto di acqua e farina si staccavano due pezzi della grandezza di una nocciola. Si ponevano affiancati sulla madia.
La massaia poneva il suo stecco di ferro sopra i due gnocchetti e col palmo delle mani lo faceva scorrere un po’ in avanti in modo che la pasta morbida gli si avvolgesse intorno. Poi con un movimento rapido, afferrava il ferretto da un’estremità e con l’altra mano sfilava i due maccheroncini che risultavano col buco (come gli “ziti” tagliati, della lunghezza di 5 cm) e li poneva ad asciugare sulla setella .
Sono ottimi conditi con il ragù di agnello.
Nota: i busiati si ritrovano nella gastronomia di quasi tutte le regioni meridionali. Naturalmente cambiano nome a seconda dei luoghi. In Calabria si chiamano maccheroni ‘mparrettati (inferrettati) o cannizzuoli se vengono realizzati con sottilissime canne. Identici ai cannizzuoli sono i busiati siciliani, che devono il loro nome all’erba busa, un giunco sottilissimo. Maccheroni al ferro sono anche i maccarones a su ferritus sardi, e i minuichi lucani.
A me sembrava che l’origine del nome derivasse da un dialetto settentrionale: a quelle latitudini “buso” significa buco.
Rijanéte sf = Timballo
Pietanza tipica della gastronomia locale.
Si tratta di teglia al forno con agnello, o seppia ripiena, o baccalà, o salsiccia, e quasi sempre accompagnata con patate aglio cipolla ecc.
Il nome potrebbe far sembrare anche ci sia anche l’origano (rijene, rijanéte) ma non ne sono certo.
Mennózze s.f. = mammella
Organo ghiandolare proprio dei mammiferi, molto sviluppato nelle femmine; dopo il parto secerne il latte necessario al nutrimento della prole nei primi mesi di vita.
Ovviamente citato al plurale: ‘i mennózze
Inoltre questo termine anatomico indica anche le ovaie delle seppie, usate nel ripieno quando si cucinano con il sugo, fritte o a rijanéte (i sicce chjiöne = le seppie ripiene).