Sdangagliöne

Sdangagliöne agg. = Colosso

Dicesi di persona di grande mole e statura, alta e robusta. In italiano si difinisce un “Marcantonio”.

Si può usare anche al femminile.

Come termine di paragone, l’italiano cita talora un armadio: Quel giovanottone è grande come un armadio.

Invece i nostri nonni facevano riferimento alla stanga del carretto, robusta e lunga. Il leone simboleggia da sempre la forza.

Alla lettera stanga-leone

Sciavòrte

Sciavòrte s.f. = Agnellone

Nato di pecora che ha superato da poco l’anno di età.

Si tratta di bestia che si azzoppa e necessariamente dev’essere macellata e consumata in tempi brevi.

Non è ancora una pecora adulta, e per questo ha le carni meno tenere di quelle dell’agnello, ma più gustose, specie se preparate a rijanéte o al ragù.

Scugnéte

Scugnéte agg. = Spuntato.

Riferito agli attrezzi agricoli (zapponi, vomeri) che hanno perso il taglio.

Più specificatamente al pennino metallico spuntato delle penne antiche per effetto di una caduta.

Etimo probabile simile a “spuntare” = ex-punctare, così anche si ricorre a ex negativo su cugne, cuneo

Screscetöre

Screscetöre s.f. = Strascico.

Strascico doloroso, molto spesso accompagnato da tumefazioni o gonfiori lungo i muscoli e i tendini, dovuti a traumi o a ferite. Dolore trasmesso dai nervi nelle vicinanze della parte infiammata.

Per es. quando si gonfia una gengiva, il dolore del dente si propaga in alto fino alla tempia e in basso, lungo il collo fino, all’inizio del torace.

Screscendé

Screscendé v.i. = Lievitare troppo

Detto della pasta, gonfiarsi per effetto della fermentazione del lievito oltre misura con conseguenti cattivi risultati nella panificazione.