Sgarrazzé
Sgarrazzé v.t. = Dischiudere
Aprire di poco la porta, la finestra o la serranda, in modo che all’interno entri l’aria ma poca luce in modo che vi rimanga penombra e frescura.
Sgarrazzé v.t. = Dischiudere
Aprire di poco la porta, la finestra o la serranda, in modo che all’interno entri l’aria ma poca luce in modo che vi rimanga penombra e frescura.
Sfulecé v.t.= Sturare
Liberare un tubo, un condotto da ciò che lo intasa, o scaccolare le narici.
Specificamente è riferito al bocchino incrostato della pipa.
Sdangagliöne agg. = Colosso
Dicesi di persona di grande mole e statura, alta e robusta. In italiano si difinisce un “Marcantonio”.
Si può usare anche al femminile.
Come termine di paragone, l’italiano cita talora un armadio: Quel giovanottone è grande come un armadio.
Invece i nostri nonni facevano riferimento alla stanga del carretto, robusta e lunga. Il leone simboleggia da sempre la forza.
Alla lettera stanga-leone
Sculacchjéte agg. = Squarciato, dal culo rotto.
1) Dicesi di frutto di ficodindia staccato maldestramente dalla pianta, con lacerazione della buccia sul fondello del frutto.
2) Si proclama qlcn che ha una fortuna sfacciata al gioco delle carte.
Sciavòrte s.f. = Agnellone
Nato di pecora che ha superato da poco l’anno di età.
Si tratta di bestia che si azzoppa e necessariamente dev’essere macellata e consumata in tempi brevi.
Non è ancora una pecora adulta, e per questo ha le carni meno tenere di quelle dell’agnello, ma più gustose, specie se preparate a rijanéte o al ragù.