Prötafòrte

Prötafòrte s.f. = Soda caustica

Era in commercio a schegge solide. Chiamata “pietra forte” perché corrosiva.
Serviva a fare in casa il sapone da bucato.

Ci voleva dell’olio d’oliva non commestibile perché acido o guasto, una misteriosa polvere chiamata ‘a sapunüne = la saponina, e qualche pietra di soda caustica (attenti agli occhi e alle mani!).

Gli ingredienti, tranne l’olio immangiabile, che così si riciclava, si vendevano da Matteo Cassa, ‘u sapunére, che aveva una piccola fabbrica di sapone da bucato in via Galileo Galilei, allora all’estremo nord di Manfredonia.

Acquafòrte

Acquaforte s.f. = Varichina, candeggina

Era conosciuta con questo nome la varichina. Ora le donne dicono varecüne ma è una forzatura, non è che italiano dialettizzato.

Nghjüme

‘Nghjüme s.m. = Punto di imbastitura

Punti larghi dati a mano dai sarti per tenere insieme due stoffe che successivamente dovranno essere cucite definitivamente a macchina.

Si usa un filo di cotone “da inghjemé” = da imbastire

Chépecanéle

Chépecanéle s.m. = Cenone

Chépecanéle = alla lettera “capo-canale”, che non significa nulla.

E’ più probabile che derivi da baccanale = cenone affollato, baldoria, gozzoviglia.

Era tradizione che il proprietario del fabbricato offrisse una cena alle maestranze che avevano ultimato il solaio (vulté ‘i làmie), in un trattoria-cantina preavvertita dell’evento (Ciumarjille, Giuànne, Pachjireche, Meşküne, Menjille, ‘Nzaléte, ecc…)

Làmie

Làmie s.f. = Volta

Una volta era solo la cupola delle case a piano terra, costruita con conci di tufo.

Ora si intende anche il solaio in calcestruzzo armato su travetti precompressi e pignatte di laterizio.

Vulté i làmie = Ultimare il solaio.

Gettare il solaio con il calcestruzzo o chiudere la cupola con l’ultimo concio.

Ovviamente al termine del lavoro il proprietario e gli operai concludevano la giornata con una cena detta Chépecanéle = capo-canale (forse da baccanale = baldoria, gozzoviglia) in un trattoria-cantina preavvertita dell’evento (Ciumarjille, Giuànne, Pachjireche, Menjille, ‘Nzaléte, ecc…)