Buàtte

Buàtte s.m. = Scatola.

Scatola di latta (per i cibi) o anche di legno o di cartone (per le scarpe, le camicie, i cioccolatini, il vino e per imballaggio in genere).

Si tratta del termine francese “boite” s.f. che si pronuncia uguale, ma è femminile in quella lingua (la boite, pronuncia la buàtte)

Cannótte

Cannótte s.m. = Fauci

Fauci spalancate, intese sia nel senso di fauci fameliche e sia come jàrze da urlatori come i bannajule .

Quanne je so’ arrevéte addu jìsse, cuddu desgrazzjéte m’ho gredéte pe tande ‘nu cannotte japirte = Quando sono arrivato da lui, quel disgraziato mi ha urlato con tanto di fauci aperte.

Deriva da “condotto, tubazione”

Addòbbje

Addòbbje s.f. = Anestesia, narcosi

Pratica medica diretta ai pazienti che si devono sottoporre a interventi chirurgici. Si somministrano farmaci narcotizzanti. Esiste l’anestesia generale e quella locale.

Il verbo transitivo corrispondente è addubbié = narcotizzare

L’hanna addubbjéte tutta quande, o l’hanne menéte l’addòbbje skìtte alla sangïne? = L’ hanno sottoposta ad anestesia totale, o le hanno addormentato solo la gengiva?
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Chjàrfe

Chjàrfe s.m. = Sputo

Espettorato, muco, sputo “grasso” e sostanzioso.

Quando frequentavo l’autoscuola ed ero infarcito di termini motoristici, avevo osservato che l’esecuzione del ‘chiarfo’ avvenisse, scientificamente, in quattro tempi, proprio come il motore a benzina: aspirazione, compressione, scoppio e scarico.

Non fate adesso le prove però…

Chjachjille

Chjachjille agg. = Vile

Si tratta di un termine spregiativo. Indica una persona senza valori, sleale, di poco conto, spergiuro, vile, inaffidabile, ecc. ecc.

Nel dialetto siciliano gli uomini sono classificati secondo una precisa gerarchia: ommini, mezzi-ommini, omminicchi, e quacquaracquà.
Credo che il nostro “chjachjille” corrisponde all’ultima categoria degli infami.